Peste suina a Roma, recinzioni anti-cinghiale. Via alle ronde nei parchi

Prime installazioni per il contenimento degli ungulati e guardiani all’Insugherata

Peste suina a Roma, recinzioni anti-cinghiale. Via alle ronde nei parchi
di Flaminia Savelli
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Lunedì 9 Maggio 2022, 00:14 - Ultimo aggiornamento: 10 Maggio, 09:06

Una recinzione intorno alla zona rossa per impedire il passaggio degli esemplari. Ma per contenere la diffusione della Peste suina africana (Psa), da questa mattina verrà attivata anche la task force dei Guardiaparco. La squadra che avrà il compito di perlustrare i 5 ettari della riserva dell’Insugherata isolata per accertare la presenza o meno, di altre carcasse di cinghiali infetti. E di verificare le zone di passaggio che saranno bloccate con le recinzioni.

 

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Peste suina a Roma, recinzioni anti-cinghiale

Lo stesso protocollo attivato in Piemonte dove per arginare il contagio-il primo caso era stato registrato a dicembre 2021 - è stato necessario costruire una cancellata di 275 chilometri intorno alla zona rossa individuata. Con l’ordinanza firmata dalla Regione Lazio nella notte tra venerdì e sabato, il tavolo di emergenza sanitaria e pubblica dunque è pronta a partire. Dopo il primo caso di Psa accertato l’attenzione è massima e così come previsto dall’ordinamento europeo in caso di contagio, gli esemplari andranno abbattuti.

L’infezione infatti (causata dal virus ASFV) deriva da un patogeno resistente che sopravvive in ambiente esterno fino a 100 giorni e resiste per diversi mesi all’interno di salumi o nella carne congelata. Le persone non si infettano però possono contribuire a diffonderlo, soprattutto negli allevamenti dove il contagio può avvenire per contatto con qualsiasi oggetto contaminato, abbigliamento compreso. Ecco perché, sempre da questa mattina, le Asl di competenza sono pronte ad attivare l’algoritmo per selezionare i primi campionamenti tra i 12 mila allevamenti di suini registrati nelle campagne romane. In tanto, la priorità è quella di stabilire quanto al momento sia estesa l’infezione nelle aree verdi della Capitale in cui si contano circa 20 mila esemplari. 

 


IL CONTENIMENTO
 

La campionatura inizierà nella riserva dell’Insugherata che si estende nel quadrante nord della città tra i quartieri Balduina, Primavalle e Cassia. Dove giovedì scorso (il 5 maggio) è stata trovata la prima carcassa di un animale infetto: 24 ore dopo è stata attivata l’unità degli esperti dell’Istituto zooprofilattico coordinata dal Commissario straordinario, Angeli Ferrari. Il tavolo attivato dalla Regione Lazio lavorerà su un doppio binario: da una parte, le analisi di campionatura per stabilire la diffusione del contagio. Dall’altra, le misure necessarie per evitare che i cinghiali escano dalla “zona rossa” individuata. «In questa fase è fondamentale isolare la zona infetta, ecco perché saranno necessari cancelli per impedire il passaggio dei cinghiali» conferma David Granieri, presidente di Coldiretti: «Allo stesso tempo dobbiamo assicurare che anche all’interno della riserva vengano eseguite tutte le misure necessarie per quella che è una malattia letale nel 98% dei casi per i cinghiali e i suini». Perciò nel quadrante nord della Capitale, si procederà anche con cancellate e protezioni intorno ai cassonetti dei rifiuti dove le incursioni sono ormai da mesi all’ordine del giorno. Lo scorso lunedì addirittura una donna, Marta Santangelo, stava buttando la spazzatura in via Anneo Lucano, alla Balduina, quando un branco di otto cinghiali è sbucato all’improvviso da dietro i cassonetti. Spinta a terra da uno degli esemplari, è stata salvata dal suo cane Ettore. 


TEST A CAMPIONE

«Nella Capitale la questione sul contenimento è molto delicata - sottolinea il presidente Granieri - perché se efficace, può evitare il diffondersi a macchia di leopardo dell’infezione. Inoltre, spesso gli animali si ammalano mangiando scarti alimentari infetti. Allo stesso tempo - conclude sarà necessario attendere i risultati dei campioni per capire a che punto siamo della diffusione».  In attesa che decolli anche il piano programmato dal Campidoglio e annunciato lo scorso aprile e che ha ordinato le installazioni delle speciali reti Keller per bloccare gli scavi degli animali. Le prime sono state installate nel XIV Municipio ed è in fase conclusiva anche quella del XV. 

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