Peste suina africana, un caso a Roma nella zona del parco dell'Insugherata: task force della Regione Lazio

A darne notizia è stato il commissario straordinario per l'emergenza, Angelo Ferrari: «Stiamo effettuando i controlli necessari»

Peste suina africana, un caso a Roma nella zona del parco dell'Insugherata: è il primo caso fuori dall'area finora colpita
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Giovedì 5 Maggio 2022, 12:57 - Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 13:55

Un caso di peste suina africana a Roma, su un esemplare di cinghiale morto, il primo al Centro sud ma anche il primo fuori dalle uniche aree finora colpite in Italia, in Liguria e in Piemonte. Ad oggi nessun caso di Psa è stato trovato sui maiali, ma solo su cinghiali e la malattia non è trasmissibile all'uomo. I contagi complessivi riscontrati a partire dal primo ritrovamento, il 27 dicembre scorso, sono 113, dei quali 69 in Piemonte e 44 in Liguria. L'area colpita dalla malattia parte dalla provincia di Genova e si estende in direzione del Piemonte fino a Serravalle Scrivia (Alessandria). Ora si aggiunge il caso di Roma, nella riserva naturale dell'Insugherata, 740 ettari, nel territorio del comune di Roma.

Allarme per maiali e cinghiali: sintomi e come si trasmette

Riunita la task force nella Regione Lazio

Ad annunciare il caso il commissario nazionale straordinario per l'emergenza, Angelo Ferrari che domani, come rende noto la Regione Lazio, effettuerà un sopralluogo. «Stiamo effettuando i controlli necessari», dice all'ANSA Ferrari. Intanto la Regione Lazio fa sapere che ieri in serata ha riunito la Task force, in raccordo con il Commissario e da oggi è disponibile il numero verde della Protezione Civile regionale (803555) per segnalare eventuali ritrovamenti di animali morti e attivare immediatamente i servizi veterinari. Ô stato deciso inoltre, prosegue la Regione Lazio «di individuare, sulla base delle carcasse rinvenute, l'area da perimetrare e consentire gli interventi che il commissario nazionale adotterà». Al momento si tratta di una sola carcassa, sottolinea la Regione Lazio. Il caso è all'attenzione anche del gruppo di esperti del ministero della Salute che lavora sulla Psa.

 

 

Attivato il monitoraggio sulla zona e avviate anche le procedure di notifica europea. La preoccupazione è alta soprattutto per la quantità di cinghiali che, come rileva Coldiretti, nella Provincia di Roma, arriva a oltre 20 mila esemplari. Ma anche per i danni economici derivanti dalle misure di contenimento della commercializzazione che scattano dopo l'accertamento del contagio«, dice Coldiretti il cui presidente, Ettore Prandini parla di »responsabilità delle istituzioni di fronte all'immobilismo« sulla fauna selvatica. Dai consiglieri regionale e capitolino di Fratelli d'Italia, Giancarlo Righini e Federico Rocca la richiesta a Regione e Comune di Roma ad »attivarsi subito per scongiurare un diffondersi della peste suina che rischia di trascinare la città in una drammatica crisi sanitaria«.

E poco prima il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida, aveva parlato di caso »allarmante«. Da parte delle associazioni, Cia-Agricoltori italiani chiede subito »interventi a tappeto«. Basta un solo caso per mettere in allarme i 12 mila allevamenti di suini attivi in regione per un totale di 43 mila capi e questo di Roma, dice il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, »trasforma l'allarme sul fenomeno in emergenza nazionale«. Parla di risposta »finora inadeguata delle istituzioni al problema della fauna selvatica il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso, mentre per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sono mancate «le misure preventive necessarie che avevamo richiesto da anni». Ma, dicono infine i dottori agronomi e forestali, Conaf, «evitare pericolosi allarmismi, la Psa si può debellare, attenzione alla frammentazione che rischia di invalidare ogni azione».

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