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Rieti, attrezzature e riferimenti per ogni gusto al Terminillo nello storico “Salvatori sport”

Attilio Salvatore
di Luigi Ricci
5 Minuti di Lettura
Sabato 13 Agosto 2022, 00:10

RIETI - Nel video realizzato per celebrare gli 80 anni di Attilio Salvatore - ma non li dimostra affatto - a un certo punto la nipote Alice ha inserito nella colonna sonora il brano dei Queen “Don’t stop me now”, che tradotto significa “non fermarmi ora”. Un brano quanto mai appropriato per uno spericolato “globetrotter” quale è il titolare del negozio di articoli sportivi “Salvatori Sport” a Terminillo: attività inaugurata nel 1939 dal padre Adone, portata avanti fino a oggi dai figli, tanto da diventare un punto di riferimento imprescindibile della montagna reatina.

Inarrestabile. Durante la sua esistenza, “Titto”, soprannome di Attilio, si è messo sempre alla prova con se stesso, con particolare predilezione per la velocità, senza negarsi nulla. Che dire del resto di uno che nel 1982 è giunto 3° nella Coppa Europa Renault a Hockenheim, alla guida di una R5 turbo, e che nel 2002 è rimasto intrappolato 36 ore in una bufera al Polo Nord? Nel mezzo, per questo maestro di sci che ha impartito, tra gli altri, lezioni al figlio di Sophia Loren o all’architetto Massimiliano Fuksas, e che ovviamente conosce Reinhold Messner, c’è di tutto: scalate all’Himalaya, al Monte Bianco, al McKinley in Alaska, spedizioni in Caucaso, Yemen, Etiopia, Nepal, alle isole Svalbard, traversate in bicicletta della Patagonia in Cile, e poi deltaplano, motocross, motoslitta (campione italiano), bob (3° al campionato italiano 1976), sci (slalom o fondo come la marcialonga di 70 km del 1988) e tanto automobilismo, su pista e su strada, partecipando a rally e cronoscalate in Europa e in Italia, incluse 30 partecipazioni alla Coppa Carotti, dal 1969 al 2005, ottenendo un record di 7’11”58 nel ‘98 (primo dei reatini) su Lancia Delta integrale classe A, e sugellate da un incidente nel 1975 finendo contro il guard rail a Pian de’ Valli, in pratica davanti al futuro attuale negozio, aperto nel 2001. E qui ci fermiamo col lunghissimo elenco di esperienze di qualsiasi genere, in grandissima parte condivise col fratello Alvaro.

Dalle “E” alla “I”. Ma facciamo un passo indietro, al 1939, quando il padre Adone, ex imbianchino, soprannominato “Pennellone”, titolare di un negozio di vernici a Rieti, ebbe l’intuizione di “scalare” il Terminillo, nel frattempo valorizzato dalla funivia e dall’albergo Savoia, da poco inaugurati, per aprire un negozio chiamato “Tutto per Tutti”: un nome un programma. «Si vendeva ogni cosa - ricorda “Titto” - alimentari, giocattoli, articoli da regalo, giornali, attrezzi, merci varie. Solo più tardi gli articoli sportivi avrebbero lentamente preso il sopravvento», mentre la gestione era nel frattempo passata nelle mani dei figli Attilio, Alvaro e Adriano, al punto che, essendo in tre, il cognome Salvatore era stato progressivamente “pluralizzato” in “Salvatori” dalla clientela, fino a diventare vera e propria denominazione sociale. Intanto, tra un’impresa e un’altra, a un certo punto i fratelli avrebbero gestito altrettanti esercizi - “Fiocco di Neve” e il “Bazaar” gli altri due - commerciando vari prodotti, salvo poi chiudere le rispettive attività, mentre Attilio, nel 2001, inaugurava l’attuale negozio di articoli sportivi nel piazzale di Pian de’ Valli.

Icona. Attilio Salvatore è una sorta di icona vivente della montagna che ama, anche se incarna tale ruolo con grande modestia: «Ho vissuto la trasformazione del Terminillo da stazione invernale a stazione principalmente estiva», recrimina rammentando la riduzione di 15 impianti di risalita a soli 3, anch’essi a rischio chiusura. “Titto” è amareggiato mentre rileva l’incapacità della politica locale e regionale nel prendersi cura a dovere del Terminillo, senza aver ancora risolto il problema dell’innevamento invernale, o rammentando la cattedrale nel deserto rappresentata dalla piscina, in totale stato di abbandono: «Non verrà mai aperta - commenta. - Le enormi potenzialità di questa montagna non sono sfruttate. Siamo fermi al secolo scorso. Occorrerebbe un parcheggio: sarebbe una grande risorsa - fa presente riferendosi al progetto di un “multipiano” rimasto solo nelle intenzioni. - Bisogna migliorare l’accoglienza, qui facciamo ciò che possiamo, ma più in alto le idee sono poche e contraddittorie». Nel frattempo, la grande afa estiva continua a invitare gente a godere il fresco del Terminillo: «La stagione è stata buona, ma si potrebbe fare di più», insiste “Titto” che, da esperto della montagna qual è, qualche buon suggerimento da dare lo avrebbe, grazie alla grande esperienza accumulata, e nonostante un’età che non gli pesa affatto, come esclama nel video della nipote davanti alla classica torta, ma rigorosamente senza candele: «Quelle sono per i morti», dice mentre la assaggia.

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