Ballottaggi Roma e Torino, l’incognita del voto grillino e le spinte interne al M5S per mollare l’intesa col Pd

Sarà interessante valutare dove è andato a finire il consenso del M5S

Ballottaggi Roma e Torino, l incognita del voto grillino e le spinte interne al M5S per mollare l intesa col Pd
di Marco Conti
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Sabato 16 Ottobre 2021, 17:35 - Ultimo aggiornamento: 19:14

Il voto di domani e dopo ci dirà se alcune considerazioni fatte dopo il primo turno sono più o meno fondate. Soprattutto sarà interessante valutare dove è andato a finire il consenso del M5S

Ai ballottaggi il MoVimento non ha candidati e l’unico apparentamento avvenuto a Latina dove il candidato uscente, il sindaco Coletta, ha stretto un patto formale con il M5S. Nei due comuni più importanti, Roma e Torino, abbiamo assistito a qualche dichiarazione di voto di esponenti di spicco del M5S, su tutti quello di Giuseppe Conte, ma Roberto Gualtieri potrebbe scontare l’avversione della sindaca uscente Virginia Raggi che, platealmente, ha incontrato sia il candidato del centrosinistra che del centrodestra.

A Torino, per Lo Russo, era andata anche peggio. La sindaca grillina uscente, Chiara Appendino, non ha nascosto la sua avversione al capogruppo del Pd, ora in corsa per la fascia di sindaco.

Qualora i candidati del Pd dovessero riuscire ad imporsi a Roma e Torino, ciò che è stato detto dopo il primo turno e a seguito delle vittorie di Bologna e Napoli dove il MoVimento ha appoggiato i candidati insieme ai dem, potrebbe apparire con meno certezze.

Ovvero il contributo del MoVimento risulterebbe marginale e ciò aprirebbe interrogativi sulla capacità della futura coalizione centrosinistra+M5S di essere competitiva a quella di centrodestra.

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Il voto a Latina

La cartina di tornasole sarà il voto di Latina dove il MoVimento si è apparentato e una eventuale sconfitta di Coletta renderebbe ancor più evidente che il meccanismo non funziona. Nel M5S aumentano coloro che si interroga sull’utilità di un’alleana organica col Pd. Se i ballottaggi confermeranno la marginalità del voto grillino, la spinta per rompere l’intesa sarà fortissima e guidata da Virginia Raggi.

In questo caso è destinata a riprendere anche la spinta per una modifica della legge proporzionale da realizzare subito dopo l’elezione del nuovo Capo dello Stato.

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