Il pantaloncino anche d’inverno, polemica a scuola: vietarli o no?

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Silvia Vacirca
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Il pantaloncino anche d’inverno, polemica a scuola: vietarli o no?

L’estate del gluteo al vento sta finendo. A dire il vero, è da un po’ che le giovanissime millennials – e cioè le ragazze nate tra il 1982 e il 2000 - indossano pantaloncini cortissimi, più corti degli hot-pants di Daisy Duke, la simpatica, onesta, e spericolata cugina di Bo e Luke, protagonista di stile assoluta del telefilm Hazzard degli Anni Ottanta. Croce dei genitori, delizia delle adolescenti, i negozi di moda veloce fino a pochi giorni fa esplodevano di pantaloncini di raso a buon prezzo - non più di 35 euro - di ogni colore e stampa immaginabile. Non che il fatto sia nuovo, nella moda nulla lo è ma, questa volta, i connotati cambiano eccome.

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LA TOLLERANZA
L’età delle modelle scende sempre di più, la diffusione della tendenza nelle piazze virale, e la tolleranza dei genitori italiani proverbiale. I nano-pantaloncini sono così diffusi che, ormai, fanno parte del panorama urbano e nessuno sembra farci caso, come le buche.
 
La novità, semmai, è che questo fenomeno non si accompagna ad alcuna rivendicazione femminista, se non quella di svestirsi a proprio piacimento perché fa caldo, complice il riscaldamento globale, testare il comune senso del pudore, e mettere alla prova gli sguardi pubblici e la pazienza dei genitori. Tanto che in America alcuni di loro hanno scritto direttamente ai negozi per chiedere di vietare la vendita dei pantaloncini. Qualcuno deve averli ascoltati, dato che la lunghezza cool dell’autunno 2019 è quella da “ciclista”, cioè fino alle ginocchia. Per la prossima stagione calda, comunque, prepariamoci: ancora hot pants come hanno abbiamo visto sulle ultime passerelle di Parigi.

LA CIRCOLARE
Negli Stati Uniti, e anche in Italia - da noi, però, molto meno - il fenomeno desta qualche preoccupazione, tanto che Stefano Marconato, preside dell’Istituto comprensivo di Resana - comune in provincia di Treviso - a giugno ha emesso una circolare in cui «si esortano alunni e docenti, che sono invitati a dare il buon esempio, a indossare un abbigliamento consono e rispettoso del comune decoro, niente pantaloncini corti durante tutto il periodo delle attività, didattiche e non, previste nei locali scolastici».

La circolare del preside, inutile sottolinearlo, ha scatenato un putiferio. Due partiti si sono creati: i genitori moderni e quelli antichi. Il Gazzettino, storico quotidiano del Nord-Est, ha riportato i commenti di alcuni genitori: «Si tratta semplicemente di una questione di rispetto, la scuola è sempre un’istituzione». Invece, secondo Loris Mazzorato, ex sindaco del Comune, «è ritornata la preistoria, il divieto è una vergogna». La moda dei nano-pantaloncini, tanto desessualizzata nella realtà quanto iper-sessualizzata sul web - dove le pose soft-porn di influencer come Cristina Buccino fanno discutere e il sito e-commerce di moda Asos, a volte va un po’ oltre - è influenzata dai social media e dalle popstar, e così succede che mentre le mode pop degli adulti trapassano sempre più velocemente in quelle adolescenziali, i designer di abbigliamento pre-adolescenziale sono sotto pressione.

IL DISEGNO
Le bambine vestono sempre più in modo aspirazionale e questo cambia sia il modo di disegnare dei designer che l’atteggiamento dei distributori. I reparti junior dei negozi, una volta rivolti ai teen e ai ventenni, trovano un nuovo mercato nei consumatori più piccoli. Secondo il Wall Street Journal, Lisa Di Napoli - vice presidente del design per bambini di Tommy Hilfiger - fino a qualche stagione fa, quando disegnava micro-pantaloncini per bambini da 4 a 16 anni, incontrava molta resistenza da parte dei venditori. Alla fine, si è risolto offrendo diverse lunghezze al dettaglio. 
Segno di allentamento dei codici morali, o del senso del decoro che fu borghese, o che i quadricipiti sono i nuovi bicipiti, la tendenza del nano-pantaloncino rende visibile un mondo in cui l’adolescenza sembra allargarsi a macchia d’olio, in un cerchio dove le nonne vestono come le mamme come le figlie, e i rituali di passaggio di una volta semplicemente non esistono più.

Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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