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​Totti e Ilary Blasi contro la copertina di Gente: «Via quella foto, Chanel ha solo 13 anni»

Totti: «Via quella foto, Chanel ha solo 13 anni». Francesco e Ilary Blasi contro la copertina di Gente
di ​Maria Latella
4 Minuti di Lettura
Martedì 25 Agosto 2020, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 13:38

Il settimanale “Gente” pubblica una foto della tredicenne Chanel Totti accanto al padre, in spiaggia e in costume da bagno. Il titolo: “È la gemella di mamma Ilary”, una versione aggiornata di “È tutta sua madre”. Fin qui niente di nuovo: i settimanali familiari vivono appunto di madri, padri, figli famosi. La differenza, la scintilla che ha indignato i genitori Totti e scatenato un’ondata di critiche, sta nella foto selezionata per la cover: un primo piano del perfettamente tonico lato B di Chanel.

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Un primo piano colto dal teleobiettivo. Ora: nessuno è infallibile e i giornalisti talvolta sbagliano, come tutti ma sarebbe un po’ troppo comodo fermarsi alla foto della copertina di “Gente”. Perché il tema è molto più ampio e, lasciatemelo dire, più insidioso per tutti i media. Online compresi.

L’ACCUSA
Però cominciamo dalla notizia, dal caso del settimanale Gente. Francesco Totti e sua moglie Ilary accusano di scarsa sensibilità la direttrice, Monica Mosca. Quel primo piano malizioso della loro figlia ragazzina li indigna, li preoccupa che la tredicenne venga “lanciata” come sex symbol: una ragazzina è una ragazzina, e per la notorietà dei genitori è già a rischio di piaggeria, lusinghe e troppe attenzioni. Nello show biz (a livelli macro e a livelli micro) ci sono genitori che ci marciano, che usano i figli per far parlare di sé. A volte danneggiandoli per sempre come da adulte hanno lamentato le star che erano tali da bambine, da Natalie Portman a Brooke Shields. Saggissima, la figlia adolescente di Gwineth Paltrow diffidò subito l’esuberante madre dal pubblicare sue foto su Internet.

In ogni caso, Francesco e Ilary Totti non appartengono alla categoria dei genitori che usano minorenni. Hanno sempre dosato autopromozione e privacy della famiglia. Per questo, si spera, la loro reazione farà riflettere tanti padri e madri semi VIP che invece mandano in giro i figli per ricordare a tutti che loro, i genitori, esistono e gradiscono non essere dimenticati.
Cosi come si spera che Telefono Azzurro si faccia sentire anche in futuro e non solo perché Francesco Totti e Ilary Blasi hanno preso pubblicamente posizione. L’associazione che tutela i minori ha diffuso una nota per “sensibilizzare gli organi di informazione e tutelare bambini e adolescenti, rispettandone l’immagine e la privacy”. Anche il Moige e l’ordine dei giornalisti hanno preso posizione contro la cover di Gente. E qui arriviamo al lato insidioso della faccenda. Insidioso per i media, tutti: carta, tv, online. E pure per i lettori, che di natiche e seni si sono nutriti in questi anni. 

Perché da almeno venti anni i rotocalchi, i settimanali di gossip o per famiglie, senza distinzione, spalmano ovunque glutei perfettamente scolpiti. In alternativa, glutei un po’ cedevoli. Il pretesto è raccontare le vacanze al mare di perfette conosciute o sconosciute. La realtà è che il nudo paga. Le lettrici aspirazionali guardano per sfinirsi in palestra e avere corpi come quelli fotografati. Altre guardano per consolarsi, laddove il Photoshop non ha cancellato del tutto la cellulite. I lettori maschi guardano e basta.

Dopo vent’anni di questa lobotomizzazione di massa è arrivata Instagram che sta procedendo a rifinire alla grande il lavoro cominciato dai media tradizionali. Su Instagram l’idolatria del corpo ha raggiunto la sua espansione massima e difficilmente gli altri possono tenere il passo perché sono gli stessi famosi, o presunti tali, ad alimentare la loro dipendenza e quella dei loro follower. Cosi, la sola arma di un rotocalco in lotta con Instagram è pubblicare il corpo di chi, pur celebre, Instagram non ce l’ha o se ce l’ha lo usa con prudenza.

Dice il direttore di “Gente”, Monica Mosca, ricordando il suo impegno nella difesa delle donne e dei minori: “Guardiamo i fatti: la ragazza era al mare, in pubblico, con i genitori. L’ho pubblicata in un contesto consono e consone erano le parole. La malizia e la volgarità sono in chi guarda”. Chissà che invece non sia cambiato, non stia cambiando proprio l’occhio di chi guarda. Dopo Instagram stiamo percependo che la leggerezza è finta, non è solo intrattenimento. Se a scuola le quindicenni vengono bullizzate dai loro coetanei perché non sono all’altezza del beauty contest su Instagram, è solo colpa dei ragazzini o non siamo responsabili anche noi? Noi adulti, noi giornalisti che per reggere la competizione dei clic online ci sdoppiamo, su una pagina scriviamo dei femminicidi in aumento, di Aurora Ramazzotti che orgogliosamente rivendica i suoi brufoli, mentre sulla pagina successiva spalmiamo il topless perfetto (e per la terza volta chirurgicamente rifatto) di una cinquantenne in astinenza da foto. 

LA PROSSIMA VOLTA
Se la reazione di due genitori attenti, la reazione di Francesco Totti e Ilary servirà a un collettivo ripensamento, sarà utile a tutti, media e famiglie. Se invece penseremo di cavarcela sentenziando solo su “Gente” e sulla sua copertina, avremo sprecato una volta di più un’occasione. E la prossima volta andrà peggio.

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