Ausiliari del traffico, meno potere di multa. I sindaci: è un danno

Venerdì 1 Febbraio 2019 di Barbara Acquaviti
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ROMA In aula alla Camera è approdato a metà novembre e il tema è decisamente pop: limitare le multe fatte dagli ausiliari alle sole strisce blu. Il disegno di legge, che modifica l’articolo 12 del codice della strada, è una battaglia che il deputato di Forza Italia, Simone Baldelli, ha promosso già a partire dalla scorsa legislatura. Finora in aula non si è andati oltre la discussione generale anche a causa della sessione di bilancio e dell’esame di decreti in scadenza. Ma il testo, che pure in commissione ha avuto il sostegno di tutte le forze politiche con la sola eccezione del Pd, non sembra destinato ad avere vita facile neanche adesso. Perché non è visto di buon occhio dall’Anci, e anche il M5s - pur avendo finora votato a favore - vorrebbe prendere tempo e provare ad ammorbidire il testo. 

LE NOVITÀ
Ma cosa prevede esattamente? Che gli ausiliari della sosta e del traffico possano rispettivamente fare multe soltanto per violazioni nelle aree di parcheggio con strisce blu o per transiti non consentiti nelle corsie preferenziali. Insomma, che non si possano sostituire in tutto e per tutto ai vigili urbani, per esempio, in caso di un divieto di sosta o di un auto lasciata in doppia fila. 
Per Baldelli si tratta di una questione di «trasparenza», perché «c’era una giurisprudenza contraddittoria, che solo in Cassazione si è andata delineando in maniera più chiara» per cui l’utilizzo degli ausiliari della sosta e del traffico in molti casi «è risultato illegittimo». E questo comporta due effetti a giudizio dell’esponente di Fi: da una parte «espone i comuni al pagamento di un danno erariale, nel caso in cui ci siano contenziosi giudiziari di opposizione a queste multe», e dall’altra «mette i cittadini in una condizione piuttosto difficile, perché risulta più conveniente pagare una sanzione in misura ridotta, anche se comminata illecitamente, rispetto al ricorso». 
La proposta, tuttavia, non è piaciuta ai sindaci. Primo tra tutti quello di Milano, Beppe Sala, contro cui si è schierato tutto il centrodestra. Ma anche a pentastellati come la prima cittadina di Torino, Chiara Appendino, e quello di Livorno, Filippo Nogarin, che proprio in quanto vicepresidente dell’Anci ha sostenuto che il disegno di legge «incide fortemente sulla capacità delle amministrazioni comunali di gestire la sosta nelle aree urbane». Un problema anche di cassa e di gestione dei proventi delle sanzioni per molti Comuni, meno per Roma dove l’incidenza di questo tipo di multe è già limitato. 

I PRIMI CITTADINI
I pentastellati, pur non ignorando l’alto tasso di popolarità della proposta, sono anche sensibili alle sirene dei propri sindaci. Per questo - viene spiegato - per guadagnare tempo e tentare un compromesso più soft, starebbero pensando di chiedere il ritorno del provvedimento in commissione. Forza Italia però non intende mollare e vuole chiedere che venga al più presto rimesso all’ordine del giorno dell’aula. Questa - la posizione degli azzurri - è una battaglia di legalità che protegge gli automobilisti. Da una parte c’è chi vuole difendere i cittadini dagli abusi, dall’altra chi con questi abusi vuole fare cassa.
Segue appello ai 5Stelle: ci auguriamo che anche i pentastellati, che sono sempre stati sensibili alle questioni della legalità e del rispetto delle regole voglia essere dalla nostra parte su questa battaglia». Ultimo aggiornamento: 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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