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Covid, il governo: «Sì agli spostamenti tra Comuni», ma Boccia e Speranza frenano

Covid, il governo: «Sì agli spostamenti tra Comuni», ma Boccia e Speranza frenano
di Alberto Gentili
5 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Dicembre 2020, 01:52 - Ultimo aggiornamento: 12:18

Il sì non è ancora nero su bianco: il governo è diviso sugli spostamenti e sui limiti anti Covid. Ma è molto probabile l’abolizione del divieto di superare i confini del proprio Comune nei giorni di Natale, Santo Stefano e 1° gennaio. All’interno della propria Provincia e forse solo per i centri sotto i cinquemila abitanti. I dettagli verranno stabiliti questa sera, oppure durante il week-end, in un vertice tra Giuseppe Conte, i capidelegazione e i capigruppo della maggioranza.


Stretto d’assedio su più fronti, ad aprire «la riflessione» sul giro di vite deciso con il decreto del 2 dicembre, è stato Conte che già mercoledì sera - parlando a margine del dibattito sul Mes con vari esponenti della maggioranza e con Matteo Salvini - aveva detto di essere disponibile a rivedere il divieto. Disponibilità confermata ieri in diversi contatti con esponenti rossogialli. A sollecitare questo epilogo sono stati Italia Viva, parte del Pd, i rappresentanti dei Comuni e delle Regioni e l’intera opposizione.

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Lega in testa. Tant’è che mercoledì il Senato, ha annunciato la presidente Elisabetta Casellati, sarà chiamato a votare una mozione del centrodestra volta a introdurre la deroga per gli spostamenti tra Comuni. Ma è probabile che la maggioranza, per disinnescare questo voto, presenti una propria mozione. Senza contare che già lunedì alla Camera potrebbe essere “battezzato” un emendamento al decreto per cancellare il divieto. Almeno parzialmente. Oppure il governo potrebbe presentare un provvedimento ad hoc.


La mossa di Conte e di gran parte dei rossogialli lascia sconcertata l’ala “rigorista” del governo incarnata da Roberto Speranza (Salute), Francesco Boccia (Regioni), Dario Franceschini (Cultura) e sostenuta da una parte del Pd (Zingaretti e Orlando in primis). I tre ministri sono decisi a dare battaglia per evitare «il liberi tutti» a Natale che «potrebbe innescare la terza ondata del virus»: «Una decisione così grave in ogni caso spetta al Parlamento».
Boccia parla di «allentamento non giustificabile visti i dati dell’epidemia». E Speranza avverte: «Va tenuto il punto. Contiamo anche oggi 887 morti, bisogna mantenere la linea della massima prudenza sugli spostamenti tra i Comuni in quei tre giorni: l’epidemia ha ancora numeri troppo alti per abbassare la guardia». Ancora, in appello lanciato a “Porta a Porta”: «Il Natale può essere più pericoloso dell’estate, quando gli incontri sono avvenuti soprattutto all’aperto. Dunque ripeto: state a casa, utilizzate le vacanze per limitare al massimo le occasioni di contagio. Siamo vicini alla meta, facciamo un ultimo sforzo per non ritrovarci con una nuova ondata tra gennaio a febbraio quando cominceremo a distribuire il vaccino».


L’IPOTESI DI MEDIAZIONE


Ma visto che ormai sono in minoranza, i tre ministri sarebbero orientati a ingoiare il sì agli spostamenti solo tra «Comuni limitrofi» sotto i cinquemila abitanti. Ed esclusivamente all’interno della propria Provincia. Sottolineando però «la responsabilità» della scelta: «Nelle ultime ore», filtra dal fronte “rigorista”, «i decessi sono aumentati, ma c’è chi non trova di meglio che studiare il modo per passare da un Comune a un altro a Natale. Eppure diverse Faq di palazzo Chigi dimostrano che nessun anziano verrà lasciato solo e che chi non è autosufficiente potrà essere assistito. Ciò detto, il Parlamento è sovrano: cambino pure il decreto, ma poi quando il virus tornerà a circolare si saprà di chi sarà stata la responsabilità».
Sono però voci isolate. Italia Viva festeggia l’apertura dei confini comunali con la ministra Teresa Bellanova e la capogruppo Maria Elena Boschi: «Bene il passo indietro. Ricredersi è segno di saggezza». Brinda anche il capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci, che aveva raccolto la firma di 25 senatori dem per sostenere l’apertura dei confini comunali e ora accredita l’ipotesi di abolire il divieto «solo per i piccoli Comuni».
La sorpresa arriva da Luigi Di Maio. Fino a ieri sostenitore della linea “rigorista”, il ministro degli Esteri pentastellato ora si schiera per l’apertura dei confini. Al grido: «Questa regola che impedisce a familiari che abitano in Comuni limitrofi di riunirsi è assurda e va cambiata». Peccato che la «raccomandazione forte» del governo sia di trascorrere il Natale «solo con familiari conviventi».
Festeggiano naturalmente anche Salvini, che per primo ha chiesto di abolire il divieto, e Giorgia Meloni. Al coro si uniscono i governatori di centrodestra.
 

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