Zone gialle, dalla Lombardia al Piemonte alla Campania: le regioni cambiano colore. Più restrizioni in Puglia, Veneto e Sicilia

Zone gialle, dalla Lombardia al Piemonte alla Campania: le regioni cambiano colore. Più restrizioni in Puglia, Veneto e Sicilia
di Diodato Pirone
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Venerdì 11 Dicembre 2020, 12:17 - Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 07:14

Ufficialmente l'Italia si appresta a diventare quasi tutta "zona gialla" ma il paradosso (e la paura) sta spiengendo molte Regioni a imporre una serie di tagliole da "zona rossa". Ma andiamo con ordine e vediamo come stanno le cose partendo dalle decisioni nazionali.

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La situazione

Con ogni probabilità da domenica 13 dicembre Piemonte, Lombardia e probabilmente la Toscana diventeranno zona gialla. La decisione sarà presa stasera. Così come stasera si dovrebbe conoscere il destino di Campania, Calabria e Basilicata anche se la Campania pare abbia già scelto per proprio conto di restare in zona arancione fino al 20 dicembre.

Caso a parte è poi quello dell'Abruzzo che la Regione ha spostato in fascia arancione due giorni prima del termine fissato dal governo facendo finire la cosa nei tribunali amministrativi. Fin qui il quadro generale. Ma se si va a scavare un po' più in profondità nella Regione si scopre uno scenario tutt'altro che lineare. 

Le regole nelle Regioni

Il Molise ad esempio ha deciso di imporre i tamponi per chi entra nel suo territorio dalle altre regioni italiane. Analogo provvedimento scatterà dalla prossima settimana in Sicilia. Il Veneto dove i contagiati stanno aumentando in controtendenza rispetto al dato nazionale ha reso più rigide le regole sui bar dove la consumazione obbligatoria al tavolo scatta dalle 11. In Puglia infine una ventina di Comuni anche grandi come Foggia e Andria sono rimasti in zona arancione con le sue restrizioni (spostamento vietato fra i Comuni) anche se la Regione è stata dichiarata gialla.

Il senso di quello che sta accadendo è molto chiaro: i dati del contagio scendono troppo lentamente prima del Natale questo significa che è possibile che si stia preparando il terreno ad una terza ondata a gennaio e una parte delle autorità ne sono consapevoli.

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