Rave party, c'è il nuovo reato: per gli organizzatori fino a 6 anni di carcere

Un nuovo articolo del codice penale punisce «l'invasione di terreni e edifici» commessa da più di 50 persone

Rave, c'è il nuovo reato: per gli organizzatori fino a 6 anni di carcere
di Michela Allegri
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Martedì 1 Novembre 2022, 06:06 - Ultimo aggiornamento: 09:11

La stretta è arrivata: organizzare i rave party e prendervi parte diventa un reato, previsto dall'articolo 434-bis del Codice penale. La pena è severa: arriva fino a sei anni di reclusione e sono previste anche multe che vanno da 1.000 a 10mila euro, oltre alla confisca dei materiali utilizzati e alla sorveglianza speciale dei soggetti indiziati. C'è un'altra novità di rilievo dal punto di vista della prevenzione: la pena fino a sei anni consente di disporre le intercettazioni, in modo da permettere alle forze dell'ordine di giocare d'anticipo, monitorando le chat segrete dove vengono organizzati i party illegali e impedendo in questo modo i raduni prima che i partecipanti inizino ad arrivare sul posto in massa.

IL CONSIGLIO

Il decreto è stato firmato nel corso del primo Consiglio dei ministri operativo ed è stato varato mentre a Modena veniva sgomberato - senza scontri e dopo una trattativa con le forze dell'ordine - il rave di Halloween, con migliaia di giovani provenienti da tutta l'Europa, che puntavano ad occupare un capannone in disuso fino a questa sera. Non è tutto. La nuova norma prevede anche la confisca obbligatoria dei mezzi utilizzati per gli eventi, dai furgoni alle casse, dai palchi agli amplificatori: tutto materiale costoso. «Confidiamo nell'effetto deterrenza della sanzione accessoria», ha spiegato in conferenza stampa il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che ha respinto le critiche arrivate dal leader M5S, Giuseppe Conte, e dal Pd, per il mancato intervento nel raduno fascista che si è svolto due giorni fa a Predappio, paese natale di Benito Mussolini: «Sono cose completamente diverse - ha detto il capo del Viminale - Predappio è una manifestazione che si svolge da tanti anni, mentre sul rave party c'era la denuncia del proprietario», che si è rivolto agli inquirenti per l'occupazione abusiva del capannone.

IL PACCHETTO

Il punto di partenza per il decreto è il pacchetto di norme studiato dalla precedente ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese. L'obiettivo era adeguare le leggi italiane a quelle già in vigore in altri Paesi europei, dove da anni i raduni clandestini sono illegali e vengono puniti con multe salatissime e sanzioni severe. In conferenza stampa, Piantedosi ha ringraziato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ex magistrato, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per il contributo alla stesura del provvedimento.

 

LA NORMA

Ma ecco i dettagli. Con l'articolo 434-bis è stata istituita una nuova fattispecie di reato: «Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l'ordine pubblico, o l'incolumità pubblica, o la salute pubblica». Chiunque organizza o promuove l'«invasione», che per essere considerata tale deve essere commessa da più di 50 persone, è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da 1.000 a 10mila euro. Per i meri partecipanti la pena è diminuita, mentre la condanna massima è destinata agli organizzatori. Un dato sul quale il Viminale punta molto, quantomeno a livello di deterrenza, è la confisca «delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché di quelle utilizzate nei medesimi casi per realizzare le finalità dell'occupazione». È stata anche apportata una modifica al Codice antimafia, disponendo le misure di prevenzione personali per chi si macchia del nuovo reato. Questo consente l'applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per gli indiziati dell'«invasione per raduni pericolosi». Piantedosi ha sottolineato che il decreto rispetta i requisiti di necessità e urgenza «per il fatto, drammaticamente confermato nelle scorse giornate, che probabilmente l'assenza di una normativa efficace nel nostro Paese, a differenza dei Paesi limitrofi, ci rendeva vulnerabili come, ahimè, la cronaca degli ultimi anni testimonia». Il ministro ha aggiunto anche che «si tratta di eventi non solo pericolosi per le stesse persone che partecipano, ma molto dispendiosi per l'impiego di forze dell'ordine che ne consegue. Sono ora previste sanzioni significative».

La nuova normativa è contenuta in un decreto legge che riunisce anche provvedimenti su Covid, ergastolo ostativo e riforma della giustizia. «Abbiamo dato un segnale di uno Stato che non resta miope e inerme di fronte alla violazione delle leggi» ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

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