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Letta, incubo sorpasso M5S: il Pd teme la concorrenza di Conte. «Ma puntiamo sui 18enni»

Il segretario del Pd si appella ai ragazzi: «Votate per decidere del vostro futuro»

Letta, incubo sorpasso M5S: «Rischiamo di lasciare una prateria a Conte. Puntiamo sui 18enni»
di Andrea Bulleri
4 Minuti di Lettura
Giovedì 22 Settembre 2022, 21:31 - Ultimo aggiornamento: 22:54

Ripete di avere «la testa fino a domenica», Enrico Letta. Nel senso che è alle urne, e non al dopo voto, che guarda il segretario. Ma mentre il leader dem si prepara a chiudere la campagna elettorale in grande stile in piazza del Popolo, col maxi comizio in programma oggi alle 18 (diverse decine i pullman mobilitati da tutta Italia), uno spettro si aggira per i corridoi del Nazareno. Se ne parla a mezza voce, quasi per esorcizzare uno scenario che solo fino a qualche giorno fa sembrava difficile da immaginare. E che però i sondaggi riservati che circolano nelle chat piddine hanno reso difficile ignorare. È l’ipotesi del sorpasso. Non quello auspicato ai danni di FdI e Giorgia Meloni, contro cui i dem hanno concentrato tutta la loro potenza di fuoco al rush finale. No: lo spauracchio è quello di vedersi superati – o anche soltanto tallonati – da sinistra. Da quel Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte che da qualche settimana pare aver premuto il piede sul gas del consenso. E che adesso il Pd vede farsi sempre più vicino nello specchietto retrovisore. 

Una prospettiva, quella del testa a testa con gli ex alleati, che il giro più stretto dei collaboratori di Letta assicura di non prendere neanche in considerazione. «Siamo convinti che domenica andrà meglio del previsto», recita il copione diffuso dal terzo piano del Nazareno. Eppure la preoccupazione della concorrenza «a sinistra» esiste. Tanto che ieri il segretario dem era di nuovo a caccia di voti al Sud, nella Palermo che pochi giorni prima aveva incoronato con una piazza piena «’u papà del reddito», Giuseppe Conte, per tirare la volata alla candidata governatrice dem Caterina Chinnici. 

«All’avvocato del popolo abbiamo lasciato una prateria, concentrandoci solo sul dare addosso alla Meloni», si sfoga una fonte vicina ai dem siciliani. «E fino all’ultimo non ci siamo accorti che il vero avversario da battere, almeno al Meridione, era proprio Conte». Sull’isola il partito già ribolle. Con il deputato dem Carmelo Miceli che in un’intervista al sito BlogSicilia già chiede di «rifondare il Pd dopo le elezioni», criticando le scelte «sulle candidature e sulla linea politica». 

Ma in molti temono che le fibrillazioni, in caso di un risultato sotto le aspettative, possano arrivare fino a Roma. Soprattutto se la forbice con gli ex alleati grillini dovesse assottigliarsi oltre il livello di guardia, che nel Pd hanno individuato intorno al 3 per cento sul dato nazionale. E c’è chi prevede che, se quello alla fine dovesse essere il distacco tra Pd e M5S, sarebbe difficile per Letta ignorare il coro di chi non ha mai digerito fino in fondo la scelta di dire addio al campo largo. «È inevitabile che a partire da lunedì il quadro politico cambi di nuovo – già pronostica più di un dem – di fronte a una destra compatta, che senso avrebbe un’opposizione divisa tra i progressisti?». 

IL VIDEO APPELLO
In ogni caso, il front man del centrosinistra nega che l’orizzonte sia la ricomposizione con il Movimento, comunque vada a finire. «Le nostre strade si sono divise in maniera irreversibile quando hanno scelto di far cadere il governo Draghi», ribadisce il segretario. Deciso a giocarsi le ultime ore di campagna elettorale sul percorso seguito finora: quello dello scontro frontale con la destra, più che coi 5S. E a puntare sul sostegno dei giovani, a cominciare dai diciottenni. È a loro che si rivolge, Letta, nell’ultimo appello diffuso via social (TikTok compreso): «Decidete voi per chi votare, non fatevi influenzare da altri. Ma soprattutto – aggiunge rivolto ai ragazzi, il dito puntato alla telecamera – non fate che siano gli altri a decidere il vostro futuro». Poi la chiosa: «Andate a votare. È importante, è fondamentale». Letta ci crede: è anche grazie alla mobilitazione dei giovani che si possono ribaltare i pronostici. Anche quelli più infausti. 

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