Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

In Somalia grazie all'Onu nasce il primo gruppo mediatico formato da sole donne

In Somalia grazie all'Onu nasce il primo gruppo mediatico formato da sole donne
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Aprile 2022, 18:30

Grazie all'Onu in Somalia è nato Bilan il primo gruppo mediatico tutto al femminile che produrrà contenuti per la tv, la radio, i siti on line su temi come la violenza di genere, le donne in politica, le imprenditrici. La caporedattrice si chiama Nasrin Mohamed Ibrahim, ha lavorato come giornalista per 12 anni ed è un membro fondatore dell'Organizzazione delle donne giornaliste somale. Spiega che le giornaliste somale ogni giorno affrontano diversi problemi che vanno dall'essere quasi ignorate, al bullismo, alle molestie sessuali. 

La vice redattrice di Bilan, Fathi Mohamed Ahmed, 25 anni, ha detto che le molestie sessuali sono diffuse nel settore dei media. «Si offrono di aiutarti, ma solo se gli dai qualcosa in cambio» ha raccontato al Guardian. «Qui in Somalia ci si aspetta che le donne tengano la bocca chiusa». 

Bilan, che significa luminoso, avrà sede nella capitale, Mogadiscio, presso Dalsan Media Group, una delle più grandi organizzazioni mediatiche del paese. 

Finanziato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), il progetto pilota durerà un anno, ma Jocelyn Mason, rappresentante residente dell'UNDP a Mogadiscio, è fiduciosa che diventerà permanente.

La redazione di Bilan include una donna che sta lasciando la sua famiglia per la prima volta per lavorare a Mogadiscio. "Vengo da un clan rurale che non vuole che nessuno dei suoi membri diventi giornalista. Veniamo dalla boscaglia, dove il concetto di essere giornalista non esiste".

© RIPRODUZIONE RISERVATA