Sub morti, assolti i compressori
Prova dell'errore di ricarica delle bombole

Giovedì 11 Settembre 2014 di Egle Priolo
PERUGIA - Quantità minime tanto da sembrare «irrilevanti». Il monossido di carbonio c’è nell’aria prodotta dai compressori con cui sono state caricate le bombole dei tre sub morti nella tragedia di san Lorenzo alle isole Formiche.

C’è, ma in quantitativi così irrisori che, secondo indiscrezioni, non possono essere considerati quei due strumenti la causa della morte di Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gianluca Trevani. Lo avrebbero dimostrato gli esami disposti dalla procura di Grosseto e svolti ieri a Vicenza nella sede dell’azienda che ha fabbricato i due compressori. Che sono stati fatti funzionare a lungo davanti ai consulenti dei due indagati, Andrea Montrone (titolare del diving che ha fornito le bombole) e Maurizio Agnaletti (il sub che lo ha aiutato nelle operazioni di ricarica), e delle famiglie delle vittime (assistite da Giovanni Spina e Corrado De Fazio) per assicurarsi che non sia stato il lungo utilizzo a scatenare la formazione di monossido.

Ma i quantitativi, appunto, rilasciati nell’aria sarebbero davvero minimi, anche se solo oggi gli avvocati dei due indagati, Riccardo Lottini e Massimiliano Arcioni, avranno modo di vedere i dati definitivi e ufficiali. Ma la procura ha già disposto nuovi esami per non avere dubbi su come il gas letale sia finito, in quantità impressionanti, nelle tre bombole dei sub morti ma anche in quasi tutte le altre utilizzate quel maledetto 10 agosto. Così altre due bombole partiranno per la Siad di Bergamo: sono state ricaricate ieri con i compressori ormai assolti. Una è stata caricata correttamente, l’altra in maniera non sicura, con il bocchettone posizionato accanto al motore a scoppio del compressore. Tutto per conoscere la composizione del gas letale e per capire se è lo stesso (ed è quindi quella la fonte e quello l’errore) che ha ucciso Giaimo, Cioli e Trevani poco più di un mese fa. Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 13:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA