Ucraina, i messaggi ai soldati dell'arcivescovo Shevchuck: «Dio è con noi»

Monsignor Sviatoslav Shevchuck è il giovane arcivescovo maggiore

Ucraina, il morale dei soldati e della gente alimentato dai messaggi di fine giornata dell'arcivescovo Shevchuck: «Dio è con noi»
di Franca Giansoldati
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 11:29 - Ultimo aggiornamento: 12:43

Città del Vaticano – E' considerato ormai una sorta di fattore 'S', quando la 's' indica l'iniziale del cognome: Shevchuck. Se i soldati russi vengono benedetti mentre vanno al fronte dal Patriarca ortodosso Kirill, allo stesso modo i militari ucraini impegnati nelle zone più devastanti del conflitto ricevono ogni giorno un potente messaggio spirituale di incoraggiamento dal capo della Chiesa greco cattolica, i cosiddetti 'uniati' fedeli a Roma: monsignor Sviatoslav Shevchuck, il giovane arcivescovo maggiore, guida spirituale per la stragrande maggioranza degli ucraini cattolici, il quale diffonde attraverso i social un messaggio in diverse lingue per tenere alto lo stato d'animo e non far perdere la speranza ai fedeli. Si tratta di riflessioni che vengono lette e passano di persona in persona, come una sorta di catena di sant'Antonio assai potente. Li sprona, li incita, li incoraggia a non abbattersi. La parola d'ordine è resilienza.

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A fine giornata l'arcivescovo maggiore – che da tempo avrebbe dovuto avere il rango di cardinale ma finora è sempre stato escluso dai concistori di Papa Francesco per non irritare il Patriarca Kirill – trasmette fiducia e speranza. La prima cosa che cita sempre nei messaggi è la figura di Cristo, annotando di seguito la data e il giorno esatto in cui è scoppiato il conflitto. 

L'ultimo dispaccio relativo al 224esimo giorno della “terribile guerra” annota che «il nemico ha attaccato l'Ucraina con 9 missili da crociera, ha effettuato 6 attacchi aerei, ha fatto 56 attacchi con i lanciarazzi multipli di vario tipo. Sono stati colpiti – elenca - 27 centri abitati, ci sono distruzioni di alcuni elementi dell'infrastruttura di questi luoghi. La case pacifiche sono distrutte. Anche in questo caso ci sono molti morti e feriti. Fiumi di lacrime scorrono attraverso la terra dell’Ucraina, c’è un mare di sangue. Durante l'ultimo giorno e l'ultima notte, il nemico ha attaccato Zaporizhia. Questa mattina abbiamo ricevuto la notizia di un attacco alla città di Bila Tserkva nella regione di Kyiv. Ma l'Ucraina resiste! L'Ucraina combatte! L'Ucraina prega!».

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Monsignor Shevchuck ammette che la guerra si sta trasformando in una guerra di logoramento. Dunque, evidenzia la necessità di non permettere «al nemico di sottrarre a ciascuno di noi le nostre forze vitali» e «perseverarci dal logoramento in questa guerra».

L'ultimo dispaccio lo ha dedicato al tema della resilienza definita la «capacità di cadere e rialzarsi, di ammettere gli errori, di correggerli, di imparare da essi. Umilmente, ancora e ancora. E inoltre non giudicare coloro che ci sono vicini, che a volte vacillano e si smarriscono. Al contrario, aiutiamo loro ad alzarsi, a imparare una lezione, a correggersi. Così, tutti insieme, dimostriamo di resistere. La resilienza che condividiamo, in noi sta crescendo. La resilienza è il senso dei valori e del contenuto. Ecco perché ripetiamo ancora e ancora che Dio è con noi, la verità è con noi, la vittoria è con noi. Siamo sulla nostra terra e lottiamo per la nostra libertà, per il nostro futuro libero». 

«Allora – prosegue - non ci perdiamo d'animo, non perdiamo la speranza, non lasciamo che il nemico, attraverso le sue bugie e propaganda, ci rubi le linee guida della verità. Non diamo a nessuno la verità per la quale lottiamo oggi e che è la fonte della nostra stabilità. Oggi chiediamo: Dio, benedici l'Ucraina! Dio, aiutaci a resistere in questa battaglia! Dio, Tu sei la fonte della nostra energia, del nostro coraggio, sei un Dio misericordioso che, quando cadiamo, è il primo a precipitarsi a rialzarci! Tu sei la fonte della misericordia della vita e dell'amore. Sii vicino a noi! Rendici forti!!»

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