CORONAVIRUS

Coronavirus, Caritas: un italiano su 6 senza risparmi per far fronte alla crisi

Giovedì 23 Aprile 2020 di Franca Giansoldati
Un italiano su 6 senza risparmi per far fronte alla crisi, ricerca choc della Caritas sul tavolo di Conte

Il dramma nazionale è ormai all'orizzonte. Un italiano su sei non ha sufficienti risparmi per fare fronte alle difficoltà economiche che sta portando la crisi del coronavirus. Di conseguenza questa ampia fetta di lavoratori spesso precari, con partite Iva, gestori di piccole attività artigiane o commerciali che ora rischiano con molta probabilità di finire in mano all'usura. La denuncia è arrivata stamattina da Papa Francesco che alla messa di Santa Marta ha fatto affiorare un aspetto ben presente alla Caritas che sul territorio ha terminali molto attivi sullo stato sociale del Paese.

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La misurazione dell'impoverimento è contenuta e illustrata in un piano per la protezione sociale allargata che è stato elaborato da un tavolo di tecnici del Forum Disuguaglianze Diversità – di cui Caritas Italiana è parte - e dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, insieme al professor Cristiano Gori, sociologo di Trento. Tre, in particolare, sono gli obiettivi che vanno nella direzione di uno sviluppo inclusivo.  La prima preoccupazione è contenere il diffondersi dell’impoverimento e l’acuirsi delle disuguaglianze, che porterebbero al sorgere di nuove tensioni sociali.

«Per evitarli è necessario agire con rapidità e decisione. Questa responsabilità è di tutti e coinvolge sia le scelte personali, sia le decisioni delle pubbliche Istituzioni» spiega al Messaggero Gori. Sul tavolo del governo e dei ministeri competenti è stata fatta arrivare questa ricerca e la spernza è che nel nuovo decreto governativo possano essere contenuti molti degli spunti presenti. «Solo se si mette in sicurezza tutto il tessuto produttivo presente si può costruire la fiducia per affrontre il futuro». 

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La caduta del reddito delle famiglie dovuta alla crisi innescata dal Covid-19 non riguarda più solo le fasce tradizionalmente povere o sotto la soglia della povertà, ma anche il gradino successivo composto da famiglie che oggi hanno un reddito e tirato avanti con un lavoro, magari pagando regolarmente mutui, mandando a scuola i figli, sebbene con sacrifici. Una fetta di popolazione che rischia di finire dentro al calderone della povertà perchè non ha risparmi e che oggi viene conteggiato in 10 milioni di italiani (comprendendo i 5 milioni di poveri). 

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«La questione povertà va affrontata considerando la nostra società nel suo insieme, attraverso interventi equi e sostenibili di promozione umana. Si tratta di un piano a tutela dei redditi nei primi mesi della crisi. Un pacchetto di poche misure semplici e facili da attuare, che raggiunga rapidamente tutte le persone e risponda in modo differente alle specifiche esigenze di ognuna. Un piano per l’intera società italiana, rivolto ai lavoratori già tutelati ma anche ai 6-7 milioni rimasti fuori dal Decreto Cura Italia». Si parla di indennita di disoccupazione per i lavoratori dipendenti e parasubordinati senza occupazione, di cassa integrazione Covid per quelle imprese che hanno sospeso o ridotto l'attività, di sostegno per i lavoratori autonomi oltre al reddito di cittadinanza per chi ne è già titolare. 
 

 

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