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Terni. Tornano "I cantori della Valnerina" con le struggenti melodie della Pasqua

Terni. Tornano "I cantori della Valnerina" con le struggenti melodie della Pasqua
di Umberto Giangiuli
4 Minuti di Lettura
Venerdì 15 Aprile 2022, 14:54

Il prossimo appuntamento dei “cantori delle Valnerina” è per pasquetta a Ferentillo dove si esibiranno in occasione della festa de “Lu Ciuccittu”, quindi proseguiranno per tutta l’estate su richiesta.  Canteranno e suoneranno  porta porta, com’era d’uso fare tanto tempo fa. Una coppia d’uova in regalo per il suono della fisarmonica, una pacca di pancetta, per ascoltare un coro melodico e struggente in occasione delle Pasqua. Non volgiono soldi, quel che ognuno può, “secondo quello che caccia casa” si diceva una volta. I cantori della Valnerina vengono da lontano. Intorno agli anni Settanta, un gruppo di persone capeggiati dal sindaco di Polino Americo Matteucci, si ritrovarono insieme per festeggiare il Cantamaggio Ternano. Cantarono così bene che furono chiamati ad esibirsi al teatro Verdi, pi a Roma fino in Germania. La storia dei cantori delle Valnerina, però, arriva da più lontano. «Era il 1955 quando  due componenti del Gruppo Dante Pellini e Nazzareno De Cesaris- racconta il vice presidente Pietro Matteucci-  seguendo le tradizioni dei loro genitori andavano nei luoghi che  ancora vengono ripercorsi nella settimana della  Passione di Cristo».  «Si andava da Arrone a Vallecupa, fino a Valleludra proseguendo  a Ceselli passando ed attraversando Ferentillo,  il Precetto,  Monterivoso, il Castellone e Puntuglia». Allegria e canto, con la fisarmonica in spalla che detta il tempo al gruppo che intona struggenti canti o allegri ritornelli, dipende dal momento e dalla situazione  della ricorrenza». Una ventata della storia del passato: gli anziani che si affacciano dalle finestre o arrivano al cancello dei giardino. Per un attimo rivivono le tradizioni dei loro nonni, le loro storie, il passato contadino i canti della mietitura.

Cultura e tradizione insieme per non dimenticare le origini. «Proprio così- afferma Manuela Latini – la referente del Gruppo dei cantori- che da anni si sta impegnando con gli altri, affinché il ricordo delle   tradizioni non vengano dimenticate nei borghi della Valnerina». Attilio, Giuseppe, Francesco, Giacomino, Marzio Luigi ed altri sono stati i fondatori del Gruppo, come pure l’indimenticabile sindaco di Polino che, con i suoi stornelli,  allietava le oziose giornate sotto l’ombra degli alberi in compagnia di un buon bicchiere di vino. Altri tempi che rivivono in questi giorni di Quaresima, con struggenti brani che ricordano la vita di Cristo.  «Oggi il gruppo storico dei Cantori  della Valnerina- continua Matteucci-  stanno insieme per proseguire la tradizione, portare una ventata di ottimismo in questo brutto periodo che stiamo vivendo». «Ventitrè anni fa- ricorda Manuela Latini- in questo periodo i Cantori percorrono per lungo e largo la Valnerina, portando religiosità, cultura e tradizione». Una lunga storia per questi cantori che hanno cercato nella cantine e nella panche coperte di polvere vecchi stornelli, canti scritti su fogli sbiaditi, alcuni rielaborati, altri lasciati così, com’erano, come quando i contadini della valle li cantavano racimolando qualche regalo. «La questua- spiega Pietro Matteucci- spesso viene associata con la musica popolare: i cantori che portavano la musica di casa in casa venivano infatti ricompensati raramente con denaro, ma più comunemente in natura, come cibo e vino. Ancora oggi tutto questo è in voga. Una volta terminato “il giro” le cibarie raccolte o vengono regalate ai più bisognosi o in compagnia ne assaporiamo la bontà con un buon bicchiere di vino». Quel che più conta che questi cantori della Valnerina continuino a portare nelle case la tradizione contadina, per non perdere la propria identità. «Questo è quello che ci siamo prefissato- conclude Matteucci- anche perché il gruppo e sempre più richiesto ed ha partecipato, nel corso degli anni a diversi programmi televisivi, con un certo successo».

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