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Sanità, per i precari Covid contratti prorogati fino a fine anno

Sanità, per i precari Covid contratti prorogati fino a fine anno
di Federico Fabrizi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 08:24 - Ultimo aggiornamento: 08:25

Alla fine la proroga per i precari Covid è arrivata. In extremis, appena due giorni prima della scadenza dei contratti, ma i sindacati sono riusciti a spuntarla sui sei mesi in più per i circa 350 addetti del sistema sanitario assunti per far fronte alla pandemia e ormai a tutti gli effetti necessari al funzionamento di ospedali e distretti. Avanti, dunque, fino a dicembre. «Questo è il risultato della mobilitazione sindacale, un risultato che consideriamo importante ma non risolutivo – rimarcano Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl dell’Umbria – stabilizzazioni e soprattutto nuove assunzioni a tempo indeterminato restano assolutamente fondamentali per mettere in sicurezza il sistema sanitario umbro e aggredire fenomeni come la fuga di professionalità verso altre regioni, l’allungamento delle liste d’attesa, la mobilità passiva e, peggiore tra tutti, la rinuncia alla cura». L’accordo tra Regione e sindacati è stato siglato nella giornata di ieri, al termine di una trattativa che lo scorso giovedì era finalmente entrata nei dettagli. Da un lato la richiesta di Cgil, Cisl e Uil di portare avanti le stabilizzazioni come previsto dal decreto Milleproroghe, dall’altro la resistenza della Regione che in un primo momento aveva proposto di fermare le stabilizzazioni al mese di ottobre, cioè concedere quattro mesi e non sei. Nella giornata di martedì era arrivato un passo avanti decisivo, con il sostanziale via libera da Palazzo Donini alla proroga di una pattuglia di 300 precari, cui però i sindacati avevano chiesto di aggiungere anche altri 50 addetti, cioè anche coloro che non rientrano specificatamente nei requisiti previsti dai decreti del Governo. Dopo 24 ore di tempo necessarie agli uffici regionali per approfondire la questione, ieri è arrivato l’ok per tutti i 350 da impiegare per l’abbattimento delle liste d’attesa.  Restano per ora fuori dall’intesa i circa 90 lavoratori precari con contratto interinale. E sul quel punto Cgil, Cisl e Uil chiedono «risposte certe». Il tema era stato sollevato nei giorni scorsi da Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp ricordando come proprio queste professionalità impiegate anche durante l’emergenza Covid avevano svolto mansioni fondamentali proprio nel periodo centrale della pandemia. Ma la questione complessiva resta la riorganizzazione del sistema sanitario. In buona sostanza, quel blocco di richieste che parte dal personale e arriva alla medicina di territorio recapitato nelle scorse settimane dai sindacati in consiglio regionale corredato da un papier di 8500 firme, tutte raccolte sotto il titolo “riscrivere la bozza di piano sanitario pre-adottata dalla giunta Tesei”. «A queste condizioni, quindi dando corpo ai contenuti della piattaforma di Cgil, Cisl e Uil per una sanità pubblica e universale in Umbria - continuano i sindacati - abbiamo dato alla Regione la nostra disponibilità a lavorare insieme ad una riorganizzazione complessiva del sistema, che non può prescindere appunto dal rafforzamento del personale e dalla garanzia di lavoro stabile e di qualità al servizio della salute delle cittadine e dei cittadini umbri». La trattativa non è finita qui. 

 

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