Pd, anche la "grana" Orvieto per Verini. Il segretario dimissionario attacca: «Un ologramma, sta disgregando il partito»

Giovedì 11 Luglio 2019
Il commissario regionale del Pd, Valter Verini, e il segretario dimissionario del Pd di Orvieto, Andrea Scopetti
ORVIETO - La "grana" Orvieto per Verini. Come se non bastasse la difficile situazione regionale, il commissario del Pd umbro si trova a "combattere" anche sul fronte aperto nella città del Duomo dove i Dem si sono lacerati sulla ricandidatura dell'ex sindaco Giuseppe Germani e continuano a dilaniarsi dopo la cocente sconfitta elettorale. Domani sera è in programma l'assemblea degli iscritti convocata dal (dimissionario) commissario comunale, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, alla quale parteciperà anche l'onorevole Valter Verini ma che invece sono intenzionati a disertare gli esponenti della ex maggioranza che fa riferimento al segretario - prima commissariato ora anch'egli dimissionario - Andrea Scopetti. Quello stesso pezzo di partito che con un blitz nei giorni scorsi ha autoconvocato il coordinamento comunale e nominato un comitato di reggenti. Ed è proprio Scopetti, al quale l'altro pezzo dei Dem orvietani imputa la sconfitta di Germani con l'operazione "Orvieto 19to24" a sostegno della candidatura di Franco Raimondo Barbabella, a rompere il silenzio e ad attaccare a muso duro Verini e De Rebotti. «Due ologrammi - dice - che con la strategia dell’indifferenza hanno peggiorato e affossato la già complessa situazione politica del Pd di Orvieto. Non consci di quanto hanno prodotto nelle candidature e durante la campagna elettorale, portando il partito in un terreno sconosciuto fuori da ogni regola statutaria ora tentano di rianimare il Pd locale con una convocazione dell’assemblea degli scritti sostenendo di ripartire da Giuseppe Germani, dimenticandosi che l’ormai ex sindaco non solo deve spiegare perché ha tenuto fuori dalla sua campagna elettorale una larga fetta di iscritti al Pd, ma altrettanto ha deciso in consiglio comunale di farsi capogruppo di un’altra lista. Forse hanno in serbo una nuova strategia: quella di far scomparire definitivamente il Pd e magari trasformarlo in Civici e Riformisti? Come sta ormai facendo dal giorno della sua nomina a commissario del Pd dell’Umbria - continua il segretario dimissionario - l'onorevole Verini continua a perseguire la strada della discordia, della divisione, della disgregazione del partito regionale e in special modo della storica realtà orvietana. Invece di trovare la necessaria possibilità di riaprire un dialogo serio e costruttivo sul presente e sul futuro del Pd di Orvieto e sul futuro del centrosinistra orvietano continua a gettare inspiegabilmente benzina su un fuoco che, però, si è ormai spento da tempo, proprio a causa delle sue non decisioni relative alle ultime elezioni comunali. Un commissario che si rispetti dovrebbe innanzitutto trovare il modo di mitigare e riunire le anime del partito, specie quando si è di fronte a importanti appuntamenti elettorali. Altrettanto, nella specifica situazione umbra, dovrebbe avere la schiena dritta e l’anima nobile di non riversare i malumori della sua sconfitta congressuale, sulla gestione commissariale che gli è stata affidata. Oggi il Pd, ridotto ai minimi termini, deve trovare la forza per rialzarsi non continuando ad alimentare le divisioni, ma lavorando per ritrovare l’unità. Prima di tutto riconoscendo, tutti, nessuno escluso, le responsabilità che hanno contraddistinto il ridotto apprezzamento dell’attività amministrativa di Germani e della sua Giunta, le cause della sconfitta elettorale e le difficoltà di dialogo all’interno del Pd. Solo con un ritorno alle regole e con uno sforzo comune, incentrato verso il chiarimento, come hanno cercato di spiegare gli attuali reggenti del coordinamento comunale, si può ripartire. Unendo e non disgregando si ritornerà a dare un futuro al Pd di Orvieto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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