Carcere di Terni, trasferiti i detenuti protagonisti della rivolta
Il garante, Caforio: "Servono medici specialisti e più poliziotti"

Carcere di Terni, trasferiti i detenuti protagonisti della rivolta Il garante, Caforio: "Servono medici specialisti e più poliziotti"
di Nicoletta Gigli
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Lunedì 24 Ottobre 2022, 08:52

TERNI - Una settimana fa hanno devastato l’atrio della sezione H del carcere di Sabbione. Hanno appiccato il fuoco distruggendo tutto e riducendo in mille pezzi le telecamere, i monitor e gli estintori, i telefoni.

I tetti neri, le plafoniere squagliate, i vetri distrutti hanno reso inagibili i posti di sicurezza del personale e ora sono in corso i lavori di ristrutturazione che consentiranno di rendere agibili i locali devastati dalla furia dei detenuti.

I protagonisti della rivolta, durante la quale sono finiti in ospedale due poliziotti della penitenziaria mentre altri dieci, intossicati dal fumo, sono stati costretti a ricorrere alle cure dell’infermeria interna al penitenziario, stanno lasciando il carcere di Sabbione.

Cinque di loro, tutti identificati grazie alle indagini interne coordinate dal comandante, Fabio Gallo, sono già stati trasferiti in diverse carceri del nord Italia. Un sesto detenuto lascerà la cella del penitenziario ternano oggi e nelle prossime ore partirà anche il settimo recluso che ha preso parte attiva al caos di domenica scorsa.

Venerdì un’altra aggressione ai danni di due ispettori della polizia penitenziaria, che dovevano gestire un detenuto con problemi psichici: «Per fortuna senza conseguenze gravi - tuona il Sarap - ma è la conferma della criticità della situazione». Dopo la rivolta, a Sabbione è arrivato Giuseppe Caforio, garante regionale dei diritti dei detenuti, che ha incontrato il direttore e i vertici della penitenziaria: «Ho constatato che la situazione era rientrata. Sono in corso lavori di ripristino e la ditta ha garantito che il 31 ottobre l’intervento sarà completato. Se ci fossero stati danni alle celle sarebbero arrivati seri problemi di assembramento» dice.

Nell’incontro a Sabbione il direttore ha riferito che su 550 detenuti ben 174 hanno bisogno di cure psichiatriche o psicologiche: «Un numero impressionante - dice Caforio - soprattutto a fronte di carenze notevoli di medici specialisti in questioni mentali e questo è un tema grave che affligge le carceri umbre». Un’emergenza nata dopo che la direzione dell’organizzazione penitenziaria dell’Umbria è stata accorpata alla Toscana, col trasferimento di tanti detenuti toscani, quasi tutti problematici.

«I facinorosi della rivolta venivano tutti dalla Toscana e questo inizia a essere un problema serio. Ancora una volta diventano necessarie le residenze per esecuzioni misure di sicurezza per chi ha problemi mentali - aggiunge Caforio - e il rafforzamento delle professionalità sanitarie in senso lato, un altro dato carente. Poi la carenza della polizia penitenziaria, ridotta ai minimi termini. Una miscela esplosiva che trova riscontro nei fatti di Terni, nei suicidi e negli atti di autolesionismo, sempre più frequenti».

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