Calciomercato, Lotito: «Preferisco lavorare con agenti stranieri». Canovi: «Servono maggiori controlli»

Martedì 13 Marzo 2018 di Eleonora Trotta

Claudio Lotito, tra i relatori della tavola rotonda “Calciomercato. Prontuario per l’avvocato/procuratore sportivo”, organizzato dall'Università Europea di Roma, ha commentato gli ultimi cambiamenti del mondo trattative, a partire  dal nuovo registro nazionale degli agenti: «Va perfezionato il trattamento fiscale, che risolverebbe il problema della qualità della categoria. C’è chi abusa della propria professione, ci sono procuratori, per esempio, che guadagnano 100 milioni all'anno. Io preferisco lavorare con gli agenti stranieri. Mendes è il più potente. Questo significa che il calciomercato è diventato un’industria». Poi, sul rapporto con i procuratori: «Avevo proposto che un calciatore non potesse rifiutare più di tre offerte, per evitare di essere ostaggi degli agenti».
Alessandro Canovi, procuratore di Thiago Motta, ha invece parlato di controlli: «Io metterei un tariffario, perché devono essere monitorate le entrate degli agenti». Il presidente Lotito è poi tornato sul ruolo del manager, che spesso si rivela più influente di quello del direttore sportivo: «Nella mia società firmo solo io, il direttore sportivo fa il direttore sportivo, il procuratore fa il procuratore. Si tratta di scelte strategiche, io tratto i procuratori come taxi, pago se mi serve la corsa, queste sono le mie regole. Per la mia esperienza, posso dire che mancano i presidenti, quelli che investono, non certo i giocatori». E' intervenuto anche l'avvocato Fabrizio Ferrari, intermediario ed esperto di calciomercato francese: «Bisogna sottolineare tanti altri aspetti. In Italia, per esempio, molto spesso i procuratori vengono pagati in ritardo, mentre in Francia c'è maggiore puntualità. Serve una regolamentazione ma, allo stesso tempo, è necessaria una professionalità maggiore dei club».
 

Ultimo aggiornamento: 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA