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Roma, Mou in difesa. L'attacco è in rodaggio

Roma, Mou in difesa. L'attacco è in rodaggio
di Stefano Carina
3 Minuti di Lettura
Venerdì 23 Luglio 2021, 07:30

Per ricostruire la fase difensiva di una squadra - che nell’ultimo biennio ha subito 137 reti tra campionato e coppe - ci vuole tempo. I primi segnali, però, sono incoraggianti. Nelle prime tre uscite stagionali, la Roma non ha ancora subito gol. Il livello degli avversari certamente influisce (i dilettanti del Montecatini, una squadra di serie B come la Ternana e una di C, la Triestina) ma va detto che anche lo scorso anno il rango era questo (Sambenedettese e Frosinone) eppure la Roma nelle prime due amichevoli subì una doppietta da Maxi Lopez e una rete da Dionisi. Senza lanciarsi in voli pindarici, si può però affermare che il processo di trasformazione della squadra è partito dal reparto arretrato. Il passaggio dalla linea a tre a quattro ha regalato poche ma incisive modifiche. La squadra gioca ora più corta, raccolta in trenta metri, difende con il 4-4-2 con Pellegrini che sale vicino a Dzeko. Un po’ quello che accadeva tanti anni fa con Spalletti, quando Perrotta si affiancava a Totti mentre Taddei e Mancini scalavano in mediana, vicino a Pizarro e De Rossi. Ora tocca a Zaniolo e Mkhitaryan farlo ai lati di Villar e del sorprendente Bove, aspettando Xhaka e i rientri di Veretout e/o Cristante. Se in carriera José ha vinto 8 titoli nazionali, per 7 volte lo ha fatto con la miglior difesa del torneo. La Roma non chiude un campionato subendo meno reti delle avversarie dal 2003-04 (19 in 34 gare), classificandosi al secondo posto. 
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Come spesso capita, soprattutto in questo periodo estivo, i progressi in un reparto vanno di pari passo con le cose da migliorare in un altro. Il riferimento è all’attacco. Curioso come nelle prime tre uscite, i 4 designati a guidare il reparto offensivo in questa stagione (Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan e Dzeko) siamo rimasti a secco su azione (in gol soltanto Nicolò su rigore). Mercoledì, contro una squadra che ha pensato perlopiù a chiudersi, il pressing è durato 10 minuti mentre Zaniolo non ha trovato campo per imprimere le sue accelerazioni e Mkhitaryan si è un po’ nascosto. Appena sufficienti Pellegrini e Dzeko, protagonisti di una combinazione in velocità, unico acuto degno di nota dei primi 45 minuti. Per carità, il calendario recita 23 luglio e il rodaggio è appena iniziato. Le gambe sono ‘imballate’ dai carichi di lavoro del nuovo responsabile atletico Rapetti, i meccanismi sono ancora da trovare e probabilmente tutto sarà più fluido quando Mou potrà avere i rinforzi che chiede dall’inizio del mercato. A Trieste, ad esempio, in fase offensiva, si alzava soltanto uno dei due terzini (Reynolds), semplicemente perché Tripi, centrale adattato in fascia, era già costretto a giocare in un ruolo non suo. Con Karsdorp a destra, Viña a sinistra (da definire le modalità di pagamento col Palmeiras), Xhaka più basso a far partire l’azione, il 3-2-5 che ha in mente lo Special One quando deve attaccare, regalerà diverse opzioni di gioco. E più velocità. L’altra sera, Mourinho ha chiesto una circolazione rapida e la verticalizzazione immediata, senza timore di errori. Il possesso-palla a tutti i costi non alberga più a Trigoria pronta a (ri) accogliere Giuseppe Scurto, nuovo allenatore dell’Under 18 con Piccareta (ex Under 17)che ha preso il suo posto nella Primavera della Spal. 

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