Napoli, il realismo di Gattuso: «Contro il Barcellona dobbiamo scalare l'Everest. Insigne solo se è al 100%»

Venerdì 7 Agosto 2020 di Pasquale Tina
BARCELLONA - “Noi domani dobbiamo scalare l’Everest”. Rino Gattuso è consapevole delle difficoltà del Napoli al Camp Nou. In palio c’è una pagina di storia: un posto tra le prime otto d’Europa. Gli azzurri devono ribaltare l’1-1 del San Paolo: “Per noi – continua Gattuso – sarà una partita difficile. Le qualità del Barca le conosciamo tutti. Servirà una prestazione al top sia dal punto di vista tecnico che tattico e forse non basterà nemmeno. Sarà fondamentale leggere bene i momenti della gara”. Gattuso non scioglie ancora le riserve sulla presenza di Insigne che oggi ha dato segnali incoraggianti: “Ha fatto un allenamento al  100%,  gli parlerà domani. Se può dare il massimo, indosserà la sua maglia e la fascia di capitano. Decideremo assieme allo staff medico. Giocherà soltanto se è al top”. Il capitano farà di tutto per esserci. “Per noi è un momento di crescita importante. Mi riferisco ai nostri giovani, Elmas, Zielinski, Lozano e naturalmente Fabian che secondo me può ancora crescere tanto. Questi appuntamenti sono fondamentali nel percorso dei talenti che puntano a diventare campioni”. Al Camp Nou si giocherà senza pubblico. Gattuso è realista: “Questo rappresenterà sicuramente un vantaggio, avere contro 90mila persone che cantano ti può penalizzare se non hai ancora molta esperienza. Comunque noi adesso stiamo disputando un altro sport. Questo non è calcio. Le vibrazioni dei tifosi sono fondamentali, avevamo soltanto il dovere di ripartire e lo abbiamo fatto con responsabilità”. Gattuso non fa pronostici. “Non so se stiamo meglio del Barcellona. Affrontiamo tanti campioni e quindi non mi fido delle voci di una squadra in crisi. Non ha vinto nulla quest’anno e quindi la Champions è un obiettivo importante per loro. Noi ci proveremo. Da giocatore ho affrontato diverse partite così decisive e le sentivo particolarmente, da allenatore è un altro discorso: non posso alimentare la tensione dei miei giocatori. Parlerò soltanto a poche ore dalla partita”.
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