La faida dei tifosi contro l'ex questore: ecco cosa si nasconde dietro l'attacco

Giovedì 16 Maggio 2019 di Mauro Evangelisti e Alessia Marani
Nicolò D'Angelo e Claudio Lotito

Dallo striscione fascista esposto a Milano a piazzale Loreto alla vigilia della festa della Liberazione alla protesta per il caro biglietti, fino all'assalto alla polizia e alle macchine della polizia municipale. Il gruppo di ultras della Lazio che ieri sera, prima della finale di Coppa Italia, ha cercato lo scontro non aveva nel mirino gli avversari dell'Atalanta, ma prima di tutto il patron, Claudio Lotito, l'ex questore Nicolò D'Angelo, e poi le divise, le forze dell'ordine. L'obiettivo era creare il caos, fare una prova di forza perché la nomina di D'Angelo a security manager della holding di Lotito non è stata gradita. E non è stato un assalto inatteso perché c'erano alcuni precedenti che lasciavano capire che quella di ieri sera sarebbe stata una partita a rischio all'Olimpico. E alcuni Irriducibili erano già stati avvistati intorno allo stadio dalla mattina.

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IL PRECEDENTE
Bisogna ripartire da uno striscione, quello esposto il 23 aprile, in cui si leggeva Non ci compri un giocatore ma ti compri l'ex Questore. Ecco, D'Angelo, arruolato da Lotito, ha una professionalità indiscutibile alle spalle: è stato capo della squadra mobile, ha arrestato elementi della Banda della Magliana, è stato vicecapo della polizia, direttore della Criminalpol, era questore quando ancora erano c'erano le barriere nelle curve - contestatissime dal tifo organizzato da Roma e Lazio - e si oppose inizialmente alla loro rimozione. Di fronte alla sua nomina, ecco il giorno prima il 25 aprile un'altra provocazione che aveva messo in difficoltà la società: a Milano, a piazzale Loreto, un gruppo ha esposto uno striscione con scritto Onore a Benito Mussolini firmato Irriducibili, ha posato davanti ai fotografi facendo saluti romani. Per quell'azione neofascista la procura ha aperto un'inchiesta e denunciato nove tifosi laziali.

PROVA DI FORZA
Altra protesta, in quel caso però in forma civile, il 5 maggio, quando in occasione di Lazio-Atalanta (partita di campionato), furono lasciate vuote tutte le prime file dalla Curva Nord per contestare il fatto che era stato proibito di esporre degli striscioni contro il prezzi troppo alti dei biglietti per la finale di Coppa Italia. Ieri sera l'assalto finale premeditato, prima della partita, che in alcune zone adiacenti all'Olimpico, sul lungotevere, hanno preso di mira le forze dell'ordine e le auto della polizia municipale. Un episodio che segue l'attentato subito dagli Irriducibile nella loro sede di via Amulio dieci giorni fa.

Ultimo aggiornamento: 08:54


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