Lazio, contro l'Inter Milinkovic è la sentenza del gol

Lazio, contro l'Inter Milinkovic è la sentenza del gol
di Alberto Abbate
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Sabato 9 Ottobre 2021, 00:28

Tornerà domani alla base con una promessa: rimettersi la Lazio sulle spalle dopo l’ultima batosta. Milinkovic ne aveva una fuori uso a Bologna. Senza il suo sostegno, tutti i compagni giù per terra. Pit stop, ricomincia la salita. Prima di andar via, Sergej ha giurato a Sarri l’immediato riscatto nella prossima sfida. A Maurizio non è piaciuta la sua frenesia, da un leader si aspetta tutt’altra maturità e grinta, gli ha dato un segnale al 58’ con la quarta sostituzione prematura. Sergej deve subito riprendere alta quota, è il patto stretto nello spogliatoio del Dall’Ara. Chance servita dopo la sosta a un’autentica bestia nerazzurra. L’Inter è infatti la sua seconda vittima preferita: quando la vede, Milinkovic vola sulla luna e segna. L’anno scorso aveva sovrastato Perisic di testa e riacciuffato il pareggio casalingo proprio all’andata. Solo l’Atalanta è stata più martellata (5 gol) dallo spilungone serbo in serie A. Sabato pomeriggio contro l’Inter è attesa la quinta sentenza. La prima risale a marzo 2019: precisa capocciata su un cross di Luis Alberto e San Siro espugnata. Il Sergente replica due volte all’Olimpico nel 2020: la prima nella vittoria in rimonta per 2-1, il 16 febbraio, la seconda già citata nella scorsa andata. Peccato che, al ritorno, la sua punizione vincente non sia servita a evitare la sconfitta. Ora però la Lazio ha bisogno di tornare subito alla vittoria: Milinkovic nel derby ha spianato quella contro la Roma, deve riprendere la catapulta. Guai a fermarlo a mezz’aria.
 

Ansia
Dita incrociate, dunque, stasera. Si sa mai possa succedere qualcosa a questo portafortuna. La Serbia alle 20.45 affronta il Lussemburgo per le qualificazioni mondiali, Milinkovic darà l’anima: «È grazie a lui e Kostic, se ho segnato sette reti sinora», assicura bomber Mitrovic in patria. Sergej lo lancia di continuo in profondità, come fa con Immobile a Roma. Questo gli è mancato al Dall’Ara, Milinkovic era pure acciaccato e ha perso la bussola. Si è innervosito insieme ai compagni ed è rimasto intrappolato della gabbia dell’ex Sinisa. Anche se proprio il figlio di Mihajlovic ha sfoggiato sui social la sua maglia di battaglia: «Forza Sergej, avanti con la prossima». 
 

Mercato
Due gol e due assist in nove gare, Sergej riprende la mira. Tutti i laziali confidano ora nella sua testa avvelenata. Vice-capitano, ormai bandiera, non si lascerà certo trasportare dalla nostalgia. Ritroverà Inzaghi, colui che lo ha svezzato, lanciato e ne ha bloccato la cessione prima della sua partenza. Già, perché adesso Simone se lo porterebbe all’Inter di corsa. Anzi, c’è un retroscena: la scorsa estate non c’era la possibilità economica, ma Marotta gli ha garantito proprio Sergej in regalo nel caso in cui i nerazzurri dovessero confermare il tricolore sulla maglia. Milinkovic sta bene a Roma: «Ma a fine stagione decideremo il da farsi con la società». C’è da tempo un accordo con l’agente Kezman per il salto in una grande squadra: il sogno è il Real, ma finora nessuno ha mai bussato con 80-100 milioni, è la richiesta monstre minima. Un altro gol all’Inter e, magari, a fine anno si sveneranno davvero portarlo alla Pinetina. Intanto Lotito se lo coccola: adeguamenti continui del contratto, Sergej è il secondo più pagato della squadra. 
 

Ufficialità
La conferma di altri rinnovi big arriva dal bilancio biancoceleste: Acerbi sino al 2025, Immobile sino al 2026 quando avrà 36 primavere. Si sapeva, ma ora è ufficiale: Ciro aveva prolungato il contratto a 4 milioni più bonus più di un anno fa, a settembre. Adesso aspetta solo gli esami di dopodomani per capire se lo stiramento è alle spalle e potrà giocare con l’Inter. Il centrale tornerà invece dopodomani dalla Nazionale, ma sarà squalificato per due giornate: nessun ricorso per il Leone, che ormai da gennaio scorso guadagna 2,5 milioni a stagione. Ha già firmato il prolungamento, a circa 1,8 milioni, pure Luiz Felipe: manca l’ufficialità sino al 2025, ma chi in Spagna – il Betis – pensa di prenderlo a parametro zero si dovrà mettere l’anima in pace.

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