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Lazio, Biglia è di cristallo: out altri 15 giorni

di Alberto Abbate
3 Minuti di Lettura
Lunedì 12 Ottobre 2015, 03:43 - Ultimo aggiornamento: 17:03

ROMA Si rompe un'altra volta, Biglia è di cristallo. Si temeva lo stiramento, purtroppo arriva la cartolina con la croce dall'Argentina: altro che affaticamento all'inguine, gli ultimi esami Oltreoceano di ieri mattina certificano una «lesione di primo grado al muscolo pettineo della coscia destra». Lucas rispedito a Roma dalla Selecciòn, con grossa perdita in vista della sfida di domani col Paraguay, valida per i mondiale del 2018. Eppure sarà la Lazio a subire il danno più grave. Pioli scongiurava gli straordinari internazionali per il suo regista, ma ora dev'essere il primo a fare mea culpa a Formello: azzardato farlo giocare 270' (contro Verona, Saint-Etienne e Frosinone) in una settimana, dopo due mesi di stop. Altri 90' giovedì con l'Ecuador ed ecco il patatrac. Biglia è già sotto cure fisioterapiche, ma ci vorranno almeno altri 15-20 giorni per rivederlo in campo. Lo staff medico biancoceleste oggi stilerà il programma del recupero. Intanto niente Sassuolo domenica, niente Rosenborg il 22 ottobre né il Torino il 25, né l'Atalanta il 28 ottobre. La speranza è di rivederlo all'Olimpico col Milan, di avere in anticipo la qualificazione europea in tasca a Rosenborg e di poter contare su Lucas al 100% nel derby dell'8 novembre. Non resta che incrociare le dita.
IL CALVARIO
Cade di nuovo in buca, Biglia. S'era fermato addirittura a fine agosto, accasciato per terra al minuto 51' di Lazio-Bologna, alla prima di campionato. Un cambio di direzione aveva tradito il suo polpaccio e provocato le lacrime sue e di tutto l'ambiente biancoceleste, a pochi giorni dalla sfida di ritorno col Leverkusen. Due mesi ai box, poi riecco la sua luce a Verona per trovare - guarda caso - la prima vittoria stagionale in trasferta, con tanto di gol e assist. Bis di firme col Saint-Etienne e prova monumentale col Frosinone. Steccata la sfida con l'Ecuador, Biglia si rompe ancora. E' la sesta volta in poco più d'un anno, da settembre 2014 è un continuo calvario ai box: Lucas ci finisce dentro, praticamente una volta ogni due mesi. L'anno scorso iniziò in salita la stagione. In Genoa-Lazio si fece male al dito del piede destro. Dopo la sosta di ottobre rieccolo in campo, ma per poco. Problema agli adduttori a inizio dicembre, fuori un mese. Fino ad aprile nessuno stop. Poi la caviglia fa quasi crack. I legamenti non c'entrano per fortuna, ma fuori per tre partite. Infine il ginocchio e le lacrime per la finale di Coppa Italia con la Juve saltata. Per Napoli-Lazio, l'ultima di campionato, nemmeno convocato.
LA STANCHEZZA
In Sudamerica gioca e non si ferma mai. Rimangiatevelo. Ora ecco Biglia out anche con la Selecciòn. Perché? Il problema è che Lucas non si risparmia mai. Di continuo al tappeto, ma sempre troppo presto in piedi. Infortuni e ricadute sono conseguenze del Mondiale e dell'ultima Coppa America, preparazioni saltate, nessun riposo. Quest'estate aveva raggiunto la Lazio in Germania. Poche vacanze, appena qualche sgambata, prima di catapultarsi quasi “a freddo” in campo l'8 agosto. Risultato: Biglia irriconoscibile a Shangai e poi anche nell'andata del preliminare Champions. «Vuole andar via», tuonavano in tanti, confortati anche dalle parole minatorie di Lucas alla vigilia della Supercoppa. Macché, all'argentino tremavano gambe e braccia dalla stanchezza. E non poteva certo bastare una fascia da capitano al bicipite a ridargli le energie. Eppure, a proposito del tanto agognato rinnovo, bisogna porsela - eccome - una domanda: è giusto cercare di trattare a tutti i costi un giocatore, anzi un campione di quasi 30 anni, così essenziale ma anche così precario negli equilibri biancocelesti? Questa Lazio è diventata troppo Biglia-dipendente, Cataldi non è ancora in grado reggerne il peso in regia, Ledesma è stato mandato via forse con eccessiva fretta. A Roma è atteso a breve l'agente Montepaone per il prolungamento, ma Tare - in giro per l'Europa in questi mesi - oltre al dopo-Klose, dovrà cercare in fretta anche un dopo-Biglia. Solo così, comunque andrà, sarà un successo.