Arbitri, la parabola discendente di Irrati: ora delude anche al video

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Roberto Avantaggiato

L’allarme lo aveva lanciato un paio di anni fa lo stesso Marcello Nicchi. Il ricambio generazionale della classe arbitrale non sarà facile. Ricambio che rischia di essere accelerato anche dalla “crisi” (fisica e mentale, forse) di alcuni big che non riescono a dare continuità e sicurezza alle loro prestazioni. Emblematico il caso di Irrati, che dopo un mondiale da big (miglior arbitro Var in Russia), sembra aver perso lo smalto dei giorni migliori. E se in campo le sue difficoltà sono legate ad una condizione fisica che risente degli anni che passano, quando va davanti al Var le sue amnesie diventano inspiegabili. Sabato sera, nel big match tra Inter e Atalanta, doveva essere lui a intervenire sul fallo di Lautaro Martinez su Toloi, richiamando Rocchi (che obiettivamente aveva una visuale coperta da una selva di gambe) all’on field review per rivedere la trattenuta (volontaria) dell’interista. Per Irrati non è la prima “svista”, segnale di un passo indietro anche nel ruolo di varista che inizia a preoccupare. Con Rocchi che lascerà a fine stagione (e con lui Calvarese) per raggiunti limiti d’età (per lui un futuro da designatore se Rizzoli volerà all’estero?) resta solo Orsato, anche lui comunque in dirittura d’arrivo (smetterà nel 2012) e reduce da un periodo di appannamento che ora sembra in via di superamento. Per il resto, bisogna attendere la crescita di La Penna (che a Firenze ha dovuto dare forfait per un attacco virale) e qualche altro giovane. Buoni segnali sono arrivati ieri da Volpi di Arezzo, che anche fisicamente sembra dare garanzie, anche se per lui la serie A sembra ancora lontana. Garanzie le sta dando Guida, che ieri sera all’Olimpico di Roma ha avuto davvero tanto, ma tanto lavoro sul piano disciplinare. Basta pensare ai cinque cartellini dispensati solo nel primo tempo, con una chicca nel fischiare un fallo a Cuadrado che simula un fallo da dietro sulla linea laterale. Il rigore per la Juve è un’ingenuità di Veretout e unma “furbata” dello juventino, con il primo che si fa anticipare dall’argentino, che poi allarga la gamba per cercare il contatto con il francese. Ingenuo anche il rigore procurato da Romero che non frena la corsa e va a tamponare Zaccagni in area di rigore. Al Bentegodi arbitrava Mariani, che ha fatto ridisegnare le righe del campo perché storte. Per il romano-pontino, una buona prova che potrebbe rilanciarlo per qualche big-match in arrivo le prossime settimane.


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