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Allegri avvisa la Juve: «Non voglio andare in giro a fare brutte figure. Miretti gioca, da Ancelotti c'è solo da imparare»

Allegri avvisa la Juve: «Non voglio andare in giro a fare brutte figure. Miretti gioca, da Ancelotti c'è solo da imparare»
di Alberto Mauro
3 Minuti di Lettura
Giovedì 5 Maggio 2022, 12:22

«Andare in giro e fare brutte figure non è da Juve» chiarisce Allegri alla vigilia del Genoa, inquadrando immediatamente il problema in un finale di stagione in cui la Juve - finale di Coppa Italia a parte - non ha più molto da chiedere al campionato. Ecco perché darà ancora fiducia al baby Miretti, alla seconda consecutiva da titolare, nella conferenza di vigilia domande e attenzioni sono rivolte più all’Inter che al Genoa, con un capitolo dedicato a Carlo Ancelotti: «Complimenti ad Ancelotti, è come un vestito grigio o blu: sempre di moda. Da lui c’è solo da imparare, e chiedere consigli. Come Lippi Capello, mettiamoci anche Sacchi altrimenti se la prende, è permaloso».

Le squadre italiane al momento sono molto lontane dai vertici d’Europa: «Ci sono 6 squadre in Europa nettamente più forti delle altre: Real, Psg, Bayern Monaco, Manchester City, Chelsea e Liverpool. Poi l’ambizione di arrivare in finale la abbiamo tutti, ma la realtà è un’altra. Voglio fare i complimenti ad Orsato, si è confermato il miglior arbitro in semifinale di Champions: è stata una gara di livello tecnico e fisico altissimo, meravigliosa anche dal punto di vista mentale. Le partite del Real non finiscono mai».

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Le scelte

Tornando al Genoa, Miretti confermato dal primo minuto, Vlahovic dovrebbe giocare mentre Danilo è out. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo minimo quarto posto con tre giornate d’anticipo e siamo contenti. Danilo riposerà per curare la sua fascite plantare, Pellegrini ha ancora la caviglia in disordine, tornano Cuadrado e De Sciglio. Sono molto contento di quello che sta facendo Vlahovic. Non mi aspettavo riuscisse a entrare così bene nella Juventus. Domani è probabile che giochi». La finale di Coppa Italia «Non sposta nulla nel giudizio sulla mia stagione», mentre sui giovani Max ha la sua teoria. «Se sono bravi giocano… Nessuno nasce imparato, in Italia si tende ad avere dei picchi alti o bassi, ma i giovani giocano come all’estero».

 

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