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Arbitri, Gasperini come Mourinho: «Parlare di malafede sembra da Medioevo, ma almeno all'epoca c'erano valori»

Il tecnico dell'Atalanta e lo Special One alleati contro i direttori di gara

Arbitri, Gasperini come Mourinho: «Parlare di malafede sembra da Medioevo, ma almeno all'epoca c'erano valori»
di Alessandro Angeloni
3 Minuti di Lettura
Martedì 3 Maggio 2022, 12:52

«È stato un disastro quest’anno. Si possono rivedere le immagini. Poi succede un episodio come quello di La Spezia e viene fuori un polverone. Sono mesi che non parlo più di questo. Sono contento lo abbia fatto la società. Quanto successo è di una gravità assoluta. Quello che abbiamo subito in questa stagione è eclatante. Probabilmente parlare di malafede sembra da Medioevo, ma nel Medioevo comunque c’erano dei valori e allora io forse sono da Medioevo. Sapevamo dall’inizio di non poter lottare per lo scudetto, ma siamo una squadra pesantemente penalizzata. Pensiamo a finire bene il campionato». Sembra José Mourinho, invece è Gian Piero Gasperini. La sua Atalanta è giù in classifica, almeno rispetto al recente passato, e la colpa, o gran parte di essa, è della classe arbitrale, rea di aver fermato la rincorsa nerazzurra: tanti gli episodi sfavorevoli, su tutti quelli di Firenze (gol annullato a Malinowskij per posizione attiva dubbia di Hateboer) e Bergamo contro la Juventus (mani di de Ligt e mancata espulsione di Szczesny).

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Spesso Gasp ha taciuto, troppe volte non si è presentato in sala stampa per non peggiorare le situazioni vissute in campo,  al suo posto ha parlato il direttore generale, Umberto Marino, che non sempre è riuscito a stempreare i toni, una volta se l’è presa anche con l’ex arbitro Luca Marelli, ora moviolista di Dazn. L’Atalanta sta con Mourino, insomma. O Gasperini sta con lo Special, la sostanza non cambia. Alleati contro i direttori di gara. Mourinho ha trascorso una stagione, anche lui, tra silenzi rumorosi e parole al veleno, non ultime quelle relative al gol - in netto fuorigioco - di Acerbi contro Lo Spezia, provocando la reazione della Lazio. Ma Mou fa tendenza e spesso a lamentarsi degli arbitri sono stati pure altri allenatori, che vivono situazioni di classifica sicuramente migliori rispetto a Roma e Atalanta. Stefano Pioli è tra questi. A turno, tocca un po’ a tutti, ma Gasp e Mou lo hanno fatto in tempi non sospetti. E Marino, dg atalanatino, ha dovuto ammettere proprio ultimamente: «Tre cose non puoi nascondere: il sole, la luna e la verità. Mourinho ha detto la verità, poi si può sindacare sui modi, sui tempi, ma quel che è successo toglie certezze ai club, agli addetti ai lavori, ai tifosi. Poi bisogna dare serenità agli arbitri». Dare ragione a Mou significa dare ragione a Gasp. O viceversa.

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