Olimpiadi, Gios: «Fontana ha spaccato la squadra. Lobello non sarà mai l'allenatore di tutti»

Andrea Gios (59), presidente FISG
di Giacomo Rossetti
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Venerdì 18 Febbraio 2022, 10:07

Alla fine Andrea Gios ha esposto la sua versione dei fatti sul caso Arianna Fontana. Il presidente della Federghiaccio, in conferenza stampa da Yanqqing, prende subito il toro per le corna. «Arianna non è una leader». Nonostante il record di medaglie, la campionessa valtellinese «ha voluto spaccare la squadra e questo non lo posso accettare». Gios ci tiene a mettere in chiaro che negli ultimi tre anni la Federazione ha messo Fontana «nelle condizioni di lavorare come voleva, con il suo marito-coach, assecondando le richieste economiche di Anthony Lobello fino all’ultimo euro». Quindi non sono assolutamente i soldi alla base del problema, che è rappresentato invece dal ruolo richiesto per il tecnico italo-americano: «Non possiamo accettare di promuovere il marito di Arianna ad allenatore di tutta la squadra, dato che bisogna tutelare i diritti degli altri atleti e mantenere regole etiche».

«Accusa ai maschi ingiusta e grave»

A quanto dice Gios, Fontana non parla con lui da mesi («Neanche mi saluta»). L’atteggiamento è ostile anche con i compagni: «Non rivolge la parola nemmeno a loro. A me la cattiveria agonistica piace, ma lei ha distrutto lo spirito di squadra qui a Pechino». La nativa di Sondrio resta però una “risorsa enorme” per tutto il movimento, tanto che il presidente tiene a ripeterlo: «Abbiamo esaudito ogni sua richiesta, esclusa quella riguardo Lobello». Quando il discorso verte sulle accuse di bullismo rivolte da Arianna ai suoi compagni maschi, Gios non ci sta e spiega nervoso: «Da anni ascoltiamo le sue esternazioni polemiche, ma questa accusa è stonata, ingiusta e grave». E svela l’episodio incriminato, quando l’avrebbero fatta cadere: «Tre anni fa a Courmayeur, in una simulazione di gara; tra Arianna, che è minuta, e i colleghi maschi in pista c’erano almeno venti chili di differenza. E’ proprio grazie a quegli allenamenti che lei è divenuta così resistente». Un incontro tra le parti ci sarà sicuramente: «Non c'è chiusura da parte mia. Se lei ha bisogno di andare all'estero saremo i primi a cercarle un team, e c’è sempre la possibilità che si alleni con noi».

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