RAGGI

L'emozione dell'Opera sulle note di Mozart: al Costanzi folla di vip per la prima di Idomeneo, re di Creta

Sabato 9 Novembre 2019 di di Lucilla Quaglia
Anche Paola Turci alla prima al teatro dell'Opera 
di Idomeneo, re di Creta

Il mito greco per raccontare le guerre moderne. Tema affascinante per tanti vip. Al Costanzi va in scena “l’Idomeneo, re di Creta”, di Wolfgang Amadeus Mozart: sul podio Michele Mariotti, al suo debutto su questo palco, mentre alla regia torna Robert Carsen. Lungo la ribalta, tra i protagonisti, circa trenta migranti e rifugiati della Comunità di S.Egidio che con il Teatro dell’Opera si fa portavoce di uno spirito inclusivo. Ad assistere a questa particolare e significativa rappresentazione, tra i tanti, il regista cinese Ai Weiwei e poi Vinicio Capossela, in cappello da cowboy chiaro, apparso ad inizio spettacolo, lo scrittore Giancarlo De Cataldo e Roberto D’Agostino. Il sovrintendente Carlo Fuortes accoglie il creatore di eventi glam Jean Paul Troili, in giacca color vinaccia, e Simona Marchini, in nero. Non puo’ mancare l’effervescente Marisela Federici, in tubino nero, scialle in tinta e spilla importante. L’aristocrazia registra Fabrizio Caracciolo al braccio di Patrizia Ruspoli. Li segue Maria Pia Ruspoli, in tubino nero con grande fiocco in vita. E ancora la coppia glam formata dal ballerino Simone Di Pasquale e Francesca Chiala’, in lungo scollato. Sfila Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese. La cantante Paola Turci catalizza i flash in elegante giacca smoking nera su top di raso scuro, accanto a Marisa Stirpe. Un po’ più’ in la’ si riconoscono Stefano e Daniela Traldi con Edoarda Crociani. E ancora l’artista Giovanni Vetere, Dino Trappetti, Gaetano Rebecchini e Bruno Vespa.
 

 

Ecco il compositore Giorgio Battistelli e Vincenzo Bocciarelli. Qualcuno fa tappa al bar del foyer. Si alza il sipario. Il Mediterraneo, nella trama proposta, ha un ruolo centrale: dopo la fine di Troia gli abitanti sconfitti, come pure i greci vincitori, ne percorrono le rotte, lunghe e pericolose. A Creta si rifugiano Ilia, figlia del re troiano Priamo, ma anche Elettra, figlia del vincitore Agamennone: con loro i profughi dei due schieramenti in guerra, vittime spesso di naufragi, come quello nel quale è coinvolta la flotta del re di Creta. “L’idea registica di Carsen - spiega Fuortes - è immaginare questa grande storia di guerra, e poi di pace nel Mediterraneo, come una metafora dell’oggi. Da qui l’idea del nostro teatro di coinvolgere nella produzione dell’opera la Comunità di Sant’Egidio, un’eccellenza della nostra città e anche sul piano internazionale: proseguiamo l’itinerario di collaborazione con diverse realtà romane”. Da sottolineare che questa edizione dell’opera è dedicata a Paolo Grassi, nel centenario della nascita. Applausi a fine kermesse e dinner esclusivo negli spazi dello stabile. 

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