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Premio Pagliarani, se le parole diventano spettacolo

Premio Pagliarani, se le parole diventano spettacolo
di Lucilla Quaglia
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 25 Novembre 2020, 10:16


Sono diversamente bambina. A novanta anni penso sia giusto definirmi così: Tomaso Binga, pseudonimo della poetessa e artista Bianca Pucciarelli Menna, irrompe, con la sua leggendaria verve, all'interno della pagina Facebook dove sta andando in diretta la sesta edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani. Appuntamento ideato dall'associazione letteraria Elio Pagliarani e promosso, tra gli altri, dalla Federazione unitaria italiana scrittori (Fuis). Lo scopo è incoraggiare e valorizzare la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino originali qualità creative ed espressive con un lessico rinnovato, proprio seguendo lo spirito sperimentale del poeta.
A Binga il premio alla carriera, ovvero un'opera serigrafica di Mirella Bentivoglio donata dalle eredi Ilaria e Leonetta. Nel quadro, in bianco e nero, sono rappresentati Renzo e Lucia e il dettaglio dell'acconciatura di quest'ultima. «Pagliarini aggiunge la premiata è stato il primo, a Torre del Greco, a credere nelle cose che facevo». Poi legge, sempre da grande performer, Striptease, Io sono una carta e Datemi dell'Elio, dedicato all'amico poeta. Si diverte il mondo del web in collegamento, che applaude virtualmente. Perché lei è irriverente e combattiva. Non a caso, negli anni Settanta, ha assunto un nome maschile in segno di protesta contro le disparità che caratterizzano la relazione uomo-donna. La sfilata dello scorso anno a Parigi di Dior, è stata un inno al suo lavoro. E il suo caschetto biondo domina la scena. Da segnalare che il premio alla carriera nelle precedenti edizioni è andato a Nanni Balestrini, Giulia Nicolai, Carlo Bordini, Carla Vasio e Walter Pedullà.
La cerimonia prosegue con le sezioni Poesia edita e inedita, seguita in modalità virtuale anche attraverso il sito web del Teatro di Roma, che collabora al premio sin dalla sua prima edizione, nel 2015. Le raccolte finaliste nella sezione Poesia edita sono Poemetti della sera di Aldo Nove, Mangio Alberi e altre poesie di Laura Cingolani, Acqua acqua fuoco di Laura Accerboni. Mentre per la sezione Poesia inedita le finaliste sono Frammenti da zone soggette a videosorveglianza di Mauro Barbetti, Fare lo spazio di Laura Cingolani, A di Francesca Gironi. A vincere sono Barbetti, per l'inedito, e un emozionato Nove per la poesia edita. La premiazione, condotta da Maria Grazia Calandrone, si arricchisce con la presidente del premio Maria Concetta Petrollo. Applausi da remoto, quadro di insieme e appuntamento al prossimo anno.
 

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