ALBERTO SORDI

I 100 anni di Albertone: Sordi, Roma e gli italiani un secolo di meraviglie. Oggi le celebrazioni in Campidoglio

Lunedì 15 Giugno 2020 di Valeria Arnaldi
I 100 anni di Albertone: Sordi, Roma e gli italiani un secolo di meraviglie. Oggi le celebrazioni in Campidoglio

Un Palazzo che non c'è più. Una targa che lo celebra per gli illustri natali. Alberto Sordi è nato in via di San Cosimato, al civico 7, in un palazzo poi demolito. Era il 15 giugno 1920. Sono passati cento anni da allora. Anni di sogni, lavoro, successi e soprattutto dedizione. Anni di narrazione dell'Italia e degli italiani. Ha raccontato il Paese senza filtri: povero ma generoso, sognatore ma anche meschino, a volte vigliacco, altre eroico, truffaldino, ingenuo.

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LE ANIME
Sordi ha portato in scena anche le tante anime della Roma novecentesca - e di una romanità senza tempo - costruendo l'immagine del capitolino con le sue virtù e i non pochi difetti, illustrandone fantasie e pigrizia, ambizione e rassegnazione. Ed è proprio nel suo legame con Roma fatto di sentimento e disincanto, che l'attore, oggi, nel centenario della nascita, viene ricordato e celebrato in Campidoglio, dove al suo ottantesimo compleanno ha ricevuto la fascia come Sindaco per un giorno dall'allora primo cittadino Francesco Rutelli, e dove poi, alla sua morte, è stata allestita la camera ardente, meta di un pellegrinaggio spontaneo di romani che, in oltre 500 mila, hanno voluto rendergli omaggio, prima dei funerali, affollati da 250 mila persone, nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

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Nella Sala della Protomoteca, stamattina, alla presenza dell'attuale sindaca Virginia Raggi, nella cerimonia Alberto Sordi 1920-2020, in ricordo dell'attore a cento anni dalla nascita, a raccontare Sordi, grande professionista della scena, ma anche Alberto, come uomo e amico, saranno Carlo Verdone, che lo ha conosciuto sin da bambino - abitando di fronte casa sua, da piccolo tirava sassolini alla finestra per cercare di farlo affacciare - e che poi con lui ha condiviso amicizia e set, nonché Christian De Sica, pure lui profondamente legato all'attore sin da giovanissimo.

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MAMMA MIA
Vittorio De Sica produsse con Sordi il primo film da protagonista dell'attore, Mamma mia, che impressione!, e poi condivise altri lavori, da Il conte Max a Il boom. Porteranno la loro testimonianza anche Italo Ormanni e Giambattista Faralli, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Museo Alberto Sordi, e Alessandro Nicosia, curatore e organizzatore degli Eventi per il Centenario Sordi, che hanno il cuore nella grande mostra Il Centenario. Alberto Sordi 1920-2020, curata dallo stesso Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta, la cui apertura prevista lo scorso marzo, a causa del lockdown, è stata posticipata al 16 settembre. L'esposizione, media partner Il Messaggero, è il grande appuntamento del centenario - già 15mila le prenotazioni da tutta Italia - e consentirà al pubblico, per la prima volta, di entrare negli spazi privati di Sordi, ossia nelle stanze della Villa, a Caracalla, che l'attore acquistò nel 1954 e dove visse fino alla morte.

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L'ITER
Prodotta e organizzata da C.O.R., promossa da Fondazione Museo Alberto Sordi con Comune di Roma, Regione Lazio, con il riconoscimento di Mibact-Direzione Generale Cinema, Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, con patrocinio Siae e sostegno di Luce Cinecittà, Acea, Banca Generali Private e collaborazione di Rai Teche, la mostra si snoda tra salotto, studio, teatro, barberia, la camera da letto in cui l'attore si è spento il 24 febbraio 2003 e così via, di sala in sala. L'iter riunisce foto, video, oggetti, materiali inediti per narrare Sordi, dalla sua vita privata al successo, dal doppiaggio all'avanspettacolo, dal teatro alla radio, fino ai grandi film, senza trascurare le canzoni, come Nonnetta e Carcerato, e le apparizioni in tv, indagando inoltre il rapporto con le donne, la generosità - nonostante la fama di tirchio - l'attenzione per gli anziani, la beneficenza, il mito americano.

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IL SUO GIORNALE
Una sezione speciale è dedicata al legame di Sordi con Il Messaggero - primo giornale ad aver pubblicato una recensione sul suo lavoro - su cui dal 1988 al 2002, l'attore, ha scritto una serie di articoli, condividendo la sua visione della città. Un ulteriore spazio espositivo sarà presso il Teatro dei Dioscuri, con focus su Storia di un italiano, programma tv che Sordi ha realizzato dal 1979 al 1986, con l'intento di illustrare l'Italia con i suoi film. «C'è la Roma dei Cesari e del Colosseo, quella dei Papi - diceva Enzo Biagi - e quella di Alberto Sordi». Ed è ben viva ancora oggi.
 

Ultimo aggiornamento: 13:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA