Roma, il mistero della salma sparita. «È finita in una fossa comune»

I parenti hanno pagato la ditta funebre 2.500 euro per far cremare l’anziana. La Procura ha aperto un’indagine per truffa e occultamento di cadavere

Roma, il mistero della salma sparita. «È finita in una fossa comune»
di Valeria Di Corrado
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Lunedì 16 Maggio 2022, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 07:09

A Roma può succedere anche di perdersi il morto. È l’agghiacciante vicenda capitata alla famiglia di una 76enne romana, deceduta l’8 ottobre 2020 in una clinica privata. La sorella e il fratello della donna hanno pagato 2.500 euro, tra funerale e spese per la cremazione, e poi hanno perso le tracce della salma. Aspettavano di vedersi consegnare dall’agenzia funebre l’urna con le ceneri, invece dopo un anno hanno scoperto non solo che l’anziana sorella non era stata cremata, ma che il suo corpo si trovava in un campo comune del cimitero Flaminio, detto “campo inconsunti”, in cui vengono sepolti i defunti di cui non si è riusciti a stabilire l’identità o di quelli che non sono stati “reclamati” dai parenti. A seguito di questa macabra scoperta, si sono rivolti all’avvocato Angela De Rosa e hanno presentato in Procura una denuncia-querela per truffa, sottrazione di cadavere o, in alternativa, occultamento di cadavere. Il pm Silvia Sereni ha aperto un fascicolo per individuare le rispettive responsabilità. A indagare sono i carabinieri della stazione di Ostia.

La denuncia

La signora era stata ricoverata nella “Clinica delle Rose”. Le sue precarie condizioni di salute, peggiorate all’improvviso, avevano portato al decesso l’8 ottobre del 2020. «In quell’occasione - si legge nella denuncia-querela presentata in Procura dai familiari - fummo subito contattati dalla Rsa che, oltre a informarci dell’accaduto, ci suggeriva, qualora ne avessimo avuto bisogno, un’agenzia funebre i cui addetti, a loro dire, si erano presentati presso la struttura e resi disponibili a occuparsi dei funerali e della sepoltura di nostra sorella. Non conoscendo altre agenzie e, peraltro, presi dallo sconforto in quel triste momento, decidemmo di affidarci all’agenzia che ci era stata suggerita, la “San Giovanni” dei fratelli Bruni». La famiglia pagò anticipatamente tutte le spese, nello specifico: «1.670 euro per il funerale e 851 euro per la cremazione e la successiva dispersione delle ceneri nel Giardino dei Ricordi», un’area che si trova all’interno del cimitero di Prima Porta. «Ci fu detto dagli addetti dell’agenzia funebre che a breve, o comunque al massimo entro un paio di mesi, saremmo stati contattati», invece sono passate settimane e poi mesi. A gennaio 2021, dopo vari solleciti, l’agenzia avrebbe risposto che i ritardi erano dovuti al sequestro giudiziale delle bare. Ma in realtà quel sequestro non aveva riguardato il forno crematorio, bensì una discarica abusiva scoperta nel cimitero Flaminio e un deposito delle urne cinerarie trovato dai Nas in precarie condizioni igieniche.

La scoperta

Il 29 settembre 2021 il fratello della signora, esasperato e indignato dopo quasi uno anno di attesa, si è rivolto agli uffici del cimitero scoprendo che la sorella «risultava sepolta, ad insaputa di tutti, in un campo comune, dove finiscono le bare prive di tomba»; c’è solo una croce metallica piantata nel terreno che serve a individuarne la posizione. Richiamata l’agenzia funebre, i titolari avrebbero continuato «ad accampare scuse e prendere tempo», tanto che i parenti hanno deciso di rivolgersi alla magistratura, accusando la ditta di «aver sottratto con l’inganno e sepolto all’insaputa dei propri cari la salma, abbandonandola in un campo comune, dove mai nessuno avrebbe potuto portarle un fiore o rivolgerle una preghiera». Contestualmente, hanno chiesto al pm anche il sequestro probatorio del corpo. 

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