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Roma, chiude il bar del film Troppo forte di Carlo Verdone: preda di vandali e incuria. I fan si mobilitano

Roma, chiude il bar del film Troppo forte di Carlo Verdone, ecco perché
di Mirko Polisano
4 Minuti di Lettura
Giovedì 1 Aprile 2021, 07:49 - Ultimo aggiornamento: 19:46

«Non è il polso che deve dà la spinta alla pallina, ma il ventre...». Sono le parole di Oscar Pettinari alias Carlo Verdone nel film Troppo Forte, alle prese con un flipper in quella che è diventata una scena cult della pellicola del regista romano. Era il 1986 e set di quella sequenza fu la Casina nel Bosco, il bar di viale di Castel Porziano all'interno della pineta di Castel Fusano, da mesi però in preda ai vandali.

 

Di ironico in questa storia, però, c'è ben poco. L'attività, di proprietà del Comune di Roma, ha chiuso i battenti nei giorni scorsi a causa della scadenza della concessione. Non c'è stata nessuna proroga e i locali sono stati liberati. Oggi, di quel bancone dove Oscar Pettinari, bullo di periferia, sedeva e si dilettava con il flipper è rimasto solo il vecchio grande barbecue che si può intravedere dalla vetrata esterna.

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I FATTI


Non c'è più nulla e i vandali già hanno iniziato a far capolino, visto che i vetri sono stati pressi a sassate e il resto dell'attività rischia di essere occupato e di finire preda del degrado. Eppure stiamo parlando di un locale storico, attivo fin dagli anni Cinquanta, rimasto senza gestore da circa un anno. I primi mesi l'esercizio è rimasto aperto con la vecchia gestione che però poi ha abbandonato. La concessione non è stata prorogata ma, nel frattempo, il Campidoglio - proprietario dell'immobile non ha nemmeno disposto la gara per riassegnarlo e non lasciarlo vuoto. La proprietà, infatti, è del Comune di Roma - l'esercizio risulta in carico al Dipartimento Patrimonio - che in tutto questo tempo non è riuscito ad affidarlo a nuovi affittuari e le conseguenze sono già visibili. Ignoti, infatti, hanno preso a sassate una vetrata e l'hanno spaccata. Un segno del degrado e dell'abbandono che fa male al cuore non solo perché si danneggia un bene pubblico ma anche perché colpisce un luogo magico, immortalato in diverse scene di film.

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I RICORDI


A Oscar Pettinari, il coatto spaccone protagonista della pellicola che insegna a giocare a flipper a un ragazzo, arrivando quasi a simulare un amplesso con il gioco elettronico, da queste parti sono legati mille aneddoti. «Sono particolarmente legato a quel posto - dice con un pizzico di nostalgia Pino D'Aloja, attore ed ex dipendente comunale - lì abbiamo girato le scene iniziali del film. Il flipper, la scopa che viene spezzata, noi in moto per le strade della pineta e tanta spensieratezza legata a quel momento e a quegli anni. È un luogo che deve essere salvaguardato - prosegue D'Aloja - perché è nella memoria collettiva di tutti. Bisogna fare qualcosa per recuperarlo». «È nella pineta - si legge nel libro Ostia set naturale che raccoglie tutte le location dei film girati sul litorale - che si svolgono diverse scene: dai titoli di testa a Oscar che corteggia Nancy».

 


IL FUTURO


«Sulla vicenda della Casina del Bosco - sottolinea Antonio Di Giovanni, capogruppo M5S in X Municipio - sono già mesi che sto lavorando per cercare una soluzione rapida per mettere di nuovo bando la struttura in quanto fiore all'occhiello di questo territorio. Dobbiamo evitare assolutamente che questo locale di pregio come questo sia oggetto di azioni vandaliche o intrusioni da parte di persone non autorizzate. Il nostro impegno, ribadisco, è quello di tutelare e valorizzare questo spazio che per anni è stato anche un punto di ritrovo importante per chi frequentava la pineta». C'è anche chi tra i fan della filmografia di Verdone sta organizzando una petizione per non far morire quel posto magico incastonato nella natura. Una vicenda che forse avrebbe colto di sorpresa lo stesso Oscar che pure ne ha vissute: «Scene de crolli, terremoti, inabissamenti... tutto! Te basta?». No, purtroppo non è bastato.
 

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