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Rifiuti a Roma, raccolta grazie a una tessera: ecco i cassonetti smart, mossa anti-emergenza

La novità parte nel quartiere Africano il badge sarà fornito solo ai residenti

Rifiuti a Roma, raccolta grazie a una tessera: ecco i cassonetti smart
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Domenica 26 Giugno 2022, 07:48 - Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 08:13

Arrivano a Roma i cassonetti intelligenti: quelli che si aprono appoggiando su un lettore un apposito badge, fornito solo ai residenti. E che - di fatto - impongono ai cittadini di rispettare i dettami della raccolta differenziata. Nell'era Gualtieri la prima sperimentazione in questa direzione è prevista nel quartiere Africano: nelle prossime settimane oltre un centinaio di questo tipo di secchioni sarà collocato tra viale Eritrea, viale Libia e viale Etiopia. Uno per ogni diverso materiale da conferire: organico, indifferenziato, carta, plastica e alluminio.
A FORMA DI CAMPANA
Questi cassonetti a forma di campana - e che costano in media circa 1.500 euro - sono più capienti di quelli attuali e possono essere utilizzati soltanto dai residenti: per aprirli bisogna utilizzare una tessera magnetica. E già questo impedisce agli esercenti (titolari di bar e ristoranti in primis) di buttare la loro spazzatura nei recipienti destinati alle utenze domestiche, cioè alle famiglie. Poi, essendo chiusi ermeticamente, riducono la dispersione di odori e di liquami. Soprattutto questo sistema finisce per responsabilizzare i residenti: attraverso il riconoscimento dei singoli utenti, è più facile risalire a chi non rispetta le regole della differenziata, per poi multarlo. Questi contenitori contengono anche un sistema di pesa, che permetterà ad Ama di applicare la cosiddetta tariffa puntale della Tari: in poche parole, l'azienda potrà calcolare per ogni singolo utente l'imposta in base a quanto gettato, applicando il principio europeo del chi più sporca, più paga.

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Ama vuole seguire il modello applicato già dalle municipalizzate di Genova, Firenze e Napoli. La scorsa settimana il neo direttore generale, Andrea Bossola, sarebbe andato in missione da alcuni produttori del Nord Italia per visionare alcuni modelli di ultima generazione. Dopo il quartiere Africano si vuole collocarli in altre zone, centrali o periferiche, dove non si effettua il ritiro porta a porta e c'è una forte presenza sia di abitazioni sia di negozi, bar e ristoranti. In futuro saranno posti anche nelle isole ecologiche.


Intanto a Roma continuano i ritardi nella raccolta dei rifiuti, acuiti nell'ultima settimana dall'incendio che ha bruciato la linea 2 del Tmb di Malagrotta. Quello dove prima del rogo Ama mandava ogni giorno 500 tonnellate di indifferenziato da trattare. Anche ieri alcuni quartieri si sono risvegliati con i cassonetti pieni come la sera prima e con i marciapiedi invasi dai sacchetti. Tanto che la municipale è stata costretta a raddoppiare i giri. Ma si temono maggiori criticità domani, dopo la movida del sabato. La situazione peggiore è stata registrata sul fronte sudest a Centocelle, nelle più centrali Prati e Balduina e nelle aree semicentrali Garbatella e Ostiense. In Centro, invece, cestini per la carta piena e sacchi neri abbandonati in quasi tutti gli angoli.

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Dopo aver stretto un accordo con alcuni termovalorizzatori della provincia di Torino, Ama e il Campidoglio sono riusciti a ottenere più sbocchi per i loro rifiuti negli impianti della Toscana per ovviare alle quantità di materiali che non si potranno inviare ai Tmb di Colari a Malagrotta, dopo l'incendio della seconda linea. Da via Calderon de La Barca fanno sapere che al momento sono da collocare circa 200 tonnellate al giorno di indifferenziato, ma sempre dall'azienda si dicono sicuri di risolvere tutte le criticità entro l'inizio della prossima settimana. Anche se, con solo due impianti di trasferenza (Ponte Malnome e via Romagnoli a Ostia), i viaggi dei camion verso Tmb e discariche diventano più lunghi, con il risultato che la municipalizzata si ritrova con una flotta di mezzi più scarna per i giri di raccolta.

 

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