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Incendio Malagrotta, ora è caos per i rifiuti: oltre 900 tonnellate al giorno da ricollocare. Gualtieri: «A rischio il sistema della raccolta»

La scintilla nel gassificatore poi il rogo si è allargato tramite i nastri trasportatori

Incendio Malagrotta, ora è caos per i rifiuti: oltre 900 tonnellate al giorno da ricollocare. Gualtieri: «A rischio il sistema della raccolta»
di Alessia Marani e Camilla Mozzetti
3 Minuti di Lettura
Giovedì 16 Giugno 2022, 00:45 - Ultimo aggiornamento: 15:14

Un incendio che rischia di essere una batosta, pesante e inattesa sul fronte della raccolta rifiuti a Roma in apertura dell’estate. Già da questa mattina la Cabina di Regia aperta dal Campidoglio dovrà trovare una soluzione per lo smaltimento di 900 tonnellate di rifiuti che dovranno essere eliminati in altro modo. «Ama e gli operatori che hanno contratti in essere diretti e indiretti con l’azienda di Roma», spiega il sindaco Roberto Gualtieri lavoreranno da oggi per tamponare un’emergenza inaspettata. Alle 17,40 di ieri è esploso un rogo nella seconda linea del gassificatore di Malagrotta, impianto gestito dalla E.Giovi, società del gruppo Cerroni e sotto amministrazione controllata dall’autorità giudiziaria.

 

All’inizio sembrava che le fiamme fossero domate, invece la scintilla scoccata nel gassificatore attraverso i nastri trasportatori si è propagata anche sulle ecoballe di plastica del Tmb2, il sito per il trattamento meccanico biologico dell’immondizia.  In cielo si è alzata una nube di fumo nero e denso, visibile da più parti della città. Un “fungo” spaventoso: «Chiudete le finestre», l’alert che è rimbalzato nella Valle Galeria e nella zona Sud Ovest della Capitale. Arpa Lazio lo ha consigliato a tutti i residenti nell’area di 1 chilometro.

L’incendio avrebbe interessato tutta la parte nuova, la cosiddetta Malagrotta 2 provocando danni ingenti. L’area è una delle poche nel Centro Sud interessata dalla “direttiva Seveso”, per la prevenzione di danni ambientali dovuti alla liberazione nell’aria della diossina. I vigili del fuoco sono accorsi sul posto con un esercito di sedici mezzi, comprese autobotti, carroschiuma e il Crrc, il Carro rilevamento radioattivo chimico, numerose anche le ambulanze pre-allertate. In serata l’incendio è tornato sotto controllo ma ci vorranno almeno un paio di giorni per arginare nuovi focolai e bonificare la zona. 


LE INDAGINI
Gli specialisti del Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri stanno seguendo le indagini. Le prime indicazioni dei pompieri farebbero pensare a cause accidentali, un incidente come altri sono avvenuti in impianti simili in altre parti d’Italia. Anche se tutti gli accertamenti sono solo all’inizio. Il nodo dei rifiuti e della mancanza di impianti dove andare a versare per Ama, l’azienda capitolina dell’igiene urbana, è una delle emergenze che per prime si è trovato ad affrontare il sindaco Roberto Gualtieri, il quale ha annunciato la realizzazione di un termovalorizzatore per Roma. Tuttavia, gli stabilimenti di Malagrotta trattano ancora fino a oltre 1200 tonnellate di rifiuti al giorno, 8.100 alla settimana. Con il caldo il riempimento eccessivo del sito potrebbe avere innalzato il rischio incendi. 


Non solo. Nel mirino degli investigatori sono finiti anche i “monitori” ossia i meccanismi automatici di cui è dotato l’impianto che dovrebbero entrare in funzione erogando acqua in caso di incendio e che potrebbero non avere funzionato correttamente. Il rogo ha coinvolto soprattutto la parte di scarto composta prevalentemente da materiale plastico. Stamane in Procura verrà depositata una prima informativa da parte degli investigatori. 
 

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