Diabolik, il boss Enrico Bennato accusa il fratello. «È il mandante dell'omicidio», l'ordinanza del gip

La ricostruzione dalle intercettazioni

Diabolik, le interecttazioni che incastrano i killer: «Facciamo fuori l'albanese, altrimenti fanno fuori mio fratello»
di Giuseppe Scarpa
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Martedì 21 Dicembre 2021, 13:19 - Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 06:33

Enrico Bennato punta il dito contro il fratello Leandro Bennato quale mandante dell'omicidio Diabolik. Il gip scrive così: «Le parole di Enrico Bennato appaiono particolarmente credibili, non soltanto per il contesto riservato in cui sono pronunciate, all'interno della propria abitazione e rivolte a persona di cui sembra avere la completa fiducia ma anche perché nel frangente egli confessa anche il proprio coinvolgimento in uno degli omicidi di cui stanno parlando, quello dell'albanese Shehaj e accusa il proprio fratello Leandro Bennato quale mandante dell'omicidio Piscitelli».

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I bennato e la piazza di Primavalle

Leandro Bennato è un potente boss (attualmente in carcere) che storicamente controlla la piazza di Primavalle. Suo fratello Enrico è un suo gregario. Ebbene dopo l'omicidio Diabolik il 7 agosto del 2019, Leandro Bennato scampò, a novembre dello stesso anno, ad un omicidio. Lo gambizzarono. Dopodiché iniziò una spirale di violenza, compresa l'uccisione di un albanese Shehaj (vicino alla batteria di picchiatori albanesi di Diabolik) nella spiaggia di Torvaianica a settembre del 2020. Un omicidio riconducibile sempre al gruppo Bennato.      

Le intercettazioni

Ecco come Enrico Bennato racconta l'omicidio di Fabrizio Piscitelli. Bennato appartiene a un gruppo criminale rivale cappeggiato dal fratello Leandro: «Perchè è morto pure quello, a sede sulla panchina stava a fuma la sigarette ha preso la revolverata qui dietro e l'altri due de quelli là che hanno sparato sono morti quelli che hanno sparatoa Leandro». E ancora prosegue Bennato interecettato a casa sua il 20 aprile 2021: «Lo sa tutta Roma le guardie però non hanno le prove, io so indagato! So indagato de Diabolik; mo a San Basilio e a quello sulla spiaggia». Lo confessa Enrico Bennato.

Cosi scrive il gip nell'ordinanza commentando le intercettazioni: «si evince chiaramente il contesto di lotte tra gruppi e l'attribuzione dell'omicidio Piscitelli al proprio gruppo».

Ecco come la squadra mobile ha scoperto chi si celava dietro l'omicidio Diabolik. «Nella conversazione del 20 aprile 2021 è esplicita l'attribuzione a Raul Calderon dell'omicidio Piscitelli».

 

Enrico Bennato parla con un suo interlocutore dell'assasinio di  Diabolik e lo attribuisce a Raoul Esteban Calderon: «A Francè a giugno famo l'albanese lo devo ammazza per forza me lo ha detto mi fratello perchè senno vonno ammazza mi fratello (Leandro) quando esce. Fanno prima noi me faccio pure l'albanese e quell'altri  due so d'accordo con me».

Interlocutore di Bennato : «Mo Francisco qua non viene più quando semo pronti viene qui e l'annamo a fa»  (l'omicidio)

Bennato : «A me quando arrestarono Leandro, m'ha detto "devi ammazza Tizio Caio e Sempronio" e so stati fatti, apposto. Mo mancava questo»

Interlocutore: «Mo Francisco dove sta?»

Bennato: «L'ho mandato via, in Spagna. Non lo di manco (che è in Spagna). Lo sta a cercare non je risponne. Lo sanno che lo ha ammazzato lui quello sulla spiaggia, ha ammazzato Diabolik, oh sta zitto France». E ancora: «Lo sa tutta Roma le guardie però nun c'hanno le prove! Io so indagato oh. So indagato de Diabolik mo a San Basilio e a quello sulla spiaggia».

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