Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Roma, raid dei rom in ospedale dopo un tentato furto: pestaggio al San Camillo

A Marconi una lite tra una coppia e un nomade sorpreso in un palazzo. Poi il pestaggio di gruppo al San Camillo per vendicare il ladro bloccato in flagranza

Roma: litigano con i rom sotto casa, vengono pestati e portati al San Camillo: in ospedale arrivano altri 25 nomadi per una spedizione punitiva
di Flaminia Savelli
4 Minuti di Lettura
Martedì 20 Settembre 2022, 11:07 - Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 13:29

Sotto la cenere il fuoco brucia da mesi tra i condomini di largo Giuseppe Veratti, il comprensorio al di là del Tevere tra viale Marconi e via Ostiense. Da tempo infatti le cinque palazzine del comprensorio, dove si registrano furti e razzie, sono finite nel mirino di rom e sbandati. Lunedì mattina la miccia si è accesa quando una delle residenti, L. B., ha incrociato nel piazzale un nomade che aveva visto poco prima armeggiare tra i contatori della scala. Lo ha quindi ripreso invitandolo ad allontanarsi. Il giovane ha invece reagito e i due sono venuti alle mani. Una lite furibonda a cui si è aggiunto anche il compagno e convivente della donna, D. C. La situazione si è risolta con l’arrivo dei carabinieri. Tutti e tre sono stati trasportati all’ospedale San Camillo. Ma non appena la coppia è stata dimessa è stata ancora aggredita. Questa volta però dal gruppo di nomadi, 20 persone tra amici e parenti del giovane con cui avevano discusso poco prima. 

RESIDENTI ESASPERATI

Sul caso stanno indagando i carabinieri del gruppo Eur che stanno lavorando per risalire all’identità degli aggressori che, dai primi accertamenti, sarebbero residenti nella baraccopoli di vicolo Savini. La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo per lesioni. Mentre in largo Veratti, ancora ieri, si respirava tensione e paura. 

«Quando sono venuto a vivere qui, 25 anni fa - racconta Antonio Prischi, residente in una delle palazzine - questa era un’isola felice. Una zona molto tranquilla, servita e ben frequentata. Oggi però se avessi le possibilità economiche, cambierei subito casa. Le cantine sono state prese di mira e tutti, a turno, abbiamo subito furti. Hanno sfondato le finestre, le porte - dice ancora - è stato più costoso far riparare quanto danneggiato che il valore di quello che hanno rubato. C’erano soprattutto biciclette e oggetti di poco valore. Ma questi zingari, perché sappiamo che sono stati loro, non hanno scrupoli». 

Ma i residenti sono spaventati e preoccupati soprattutto per ciò che è accaduto nel parcheggio lunedì mattina: «Non era la prima volta che venivano sorpresi ad armeggiare con i contatori e non siamo ancora riusciti a capire perché, cosa cercano e perché lo fanno» denuncia Laura Funari che aggiunge: «Di giorno, la situazione sembra tranquilla. Ma è una calma apparente. Appena scende la sera nei nostri giardinetti, accade di tutto. A partire dal via vai di prostitute che spesso usano il nostro parcheggio. A questo si aggiunge l’escalation di furti che abbiamo subito. Le forze dell’ordine intervengono, registrano quello che è accaduto ma poi non succede nulla di concreto». 
Già esasperati, temono che l’ultimo episodio possa innescare ritorsioni e altri episodi violenti: «La vicina ha invitato il rom ad allontanarsi ed è stata aggredita: cosa altro può accadere? Potevo esserci anche io al suo posto» commenta Loredana Fantini, una pensionata: «Sono anziana e vorrei vivere in un posto dove mi sento tranquilla. Negli ultimi mesi, invece molto peggiorata. Non riusciamo neanche a capire come fanno a intrufolarsi nel palazzo. Il sospetto - conclude l’anziana - è che quel rom volesse entrare in un appartamento e sia stato disturbato dalla signora che stava uscendo. Speriamo solo che aumentino i controlli sia di notte che di giorni e che qui si possa vivere con più tranquillità».

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA