Saletta di Amatrice, Bed and breakfast crollato nel sisma: materiali osservati speciali

Martedì 4 Maggio 2021 di Emanuele Faraone
Saletta di Amatrice nel 2016 (Archivio)

RIETI - Tutti i punti di presunta debolezza strutturale e le verosimili vulnerabilità del b&b “La margherita” di Saletta di Amatrice al vaglio del consulente tecnico della Procura. La struttura ricettiva - a seguito del sisma del 24 agosto 2016 - crollò, causando la morte di tre ospiti. Ieri, all’attenzione del giudice monocratico, Alessio Marinelli, l’esame tecnico del consulente, l’ingegnere Irtì, che ha passato ai raggi X ogni aspetto legato a quel tragico crollo (materiali, cinematismi da collasso, progetto e documentazioni). Sostanzialmente il bed and breakfast collassò in quanto la risposta del «comportamento scatolare» dell’edificio e, in particolare, di solai e murature, non si attivò o comunque non replicò in maniera adeguata alle sollecitazioni sismiche delle 3.36. In altre parole - per il consulente tecnico - non si verificò quel comportamento meccanico atto a impedire ribaltamenti fuori piano, circostanza che non avvenne per diversi motivi: a causa di labilità di collegamento tra pareti, ammorsamento vulnerabile tra le pareti e con i solai nonché - come nella muratura del secondo piano - la presenza di una porzione in laterizio e «l’angolata», realizzata invece in pietrame che rendeva di difficile interpolazione due materiali di diversa natura. E poi, ancora, malta carente o mal distribuita, con linee di discontinuità o spesso assorbita dal laterizio e quindi quasi assente o mancanza di ammorsature. Tutti elementi che avrebbero reso l’edificato meno resistente ai carichi, alle spinte orizzontali e alle forze di taglio.

La direzione
Sotto la lente anche la direzione del crollo, il collasso delle pareti realizzate in Poroton, le armature di collegamento, la malta di legame e le linee di ribaltamento oltre a un’attenta analisi dei rivestimenti esterni in arenaria e delle pareti divisorie. Inoltre, la parete del primo piano era caratterizzata da una continuità muraria interrotta da aperture con elementi di giunti non colmati adeguatamente con malta e che avrebbero reso quella parte dell’edifico particolarmente debole sotto il profilo strutturale, soprattutto di scarsa resistenza «al taglio». Si trattò di un collasso generalizzato che non lasciò scampo a Federica Corsaro, 30enne romana, al fidanzato Riccardo Annucci, 40 anni e alla madre di lui. Poi, nel dettaglio, tutti gli aspetti relativi agli iter burocratico-amministrativi e ai regimi autorizzatori: variante di progetto in sanatoria, autorizzazione per l’inizio lavori, approvazioni, presunta mancanza di analisi “ex post” ed “ex ante”, pratiche varie e materiale documentale, nonché verbali di sopralluogo. Per quel crollo ci sono oggi ipotesi di responsabilità a carico di sette imputati. I reati - cui sono chiamati ora a rispondere il progettista Stefano Petrucci, Giorgio Clementi (titolare dell’impresa costruttrice), Virna Chiaretti (responsabile ufficio tecnico comunale di Amatrice), i funzionari del Genio Civile Maurizio Cuomo, Ivo Serpietri e Giovanni Conti e i coniugi e gestori del b&b, Antonio Petrucci e Stefania Nobile - sono di omicidio colposo e disastro colposo.

 

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