Rieti, la Npc basket perde Picchio Feliciangeli
il “guerriero” ha deciso di lasciare lo sport attivo
L'intervista al giocatore

Sabato 9 Agosto 2014
RIETI - Roberto Picchio Feliciangeli lascia il basket. Lo fa dopo trent'anni di una carriera ricca di successi sportivi ed umani. Al di là delle numerose promozioni in serie A conquistate sui campi di Imola, Castelmaggiore, Brindisi, Rieti e Chieti, quello che questo campione romano, ma reatino di adozione, lascia in eredità è soprattutto un modo di approcciare al campo ed allo spogliatoio.



Se il pubblico lo idolatra tanto che alcuni hanno addirittura richiesto il ritiro della maglia numero 10, è perché Feliciangeli ("Picchio e mi diverto" il più emblematico degli striscioni a lui dedicati) è uno sportivo che oltre le indiscusse doti cestistiche è capace di trasmettere, più di altri, emozioni al pubblico.



Se fin dagli esordi della sua carriera i compagni di squadra più grandi ne hanno apprezzato l'abnegazione e l'irresistibile simpatia, nella maturità Picchio è diventato un punto di riferimento di cui i compagni riconoscono la leadership naturale e l'atmosfera positiva che è capace di stabilire nello spogliatoio. Picchio, infatti, è uno sportivo generoso, un gran lavoratore, un interlocutore empatico e simpatico, un compagno sempre disponibile e pronto all'incoraggiamento e alla battuta. Insomma Roberto Picchio Feliciangeli mancherà a tutti.



Sebbene abbia deciso di appendere le scarpette al chiodo, la notizia positiva per i tifosi reatini è che Picchio resterà vicino alla Npc, in cui se è vero che non ricoprirà alcuna carica dirigenziale, ha dichiarato nell'intervista che segue che sarà senz'altro il primo dei suoi tifosi.



L'INTERVISTA

Picchio come hai maturato la decisione di lasciare la pallacanestro?

«In realtà ho deciso in fretta. Credevo avrei giocato un altro anno perché il mio entusiasmo è ancora tanto. Invece mi si sono presentate diverse opportunità lavorative che in questo momento della mia vita ho ritenuto giusto accettare. Devo pensare al futuro della mia famiglia e non era più possibile rimandare».



Credi che ti mancherà il campo?

«Mi mancherà tantissimo anche se forse non mi rendo ancora conto di quanto. Non ho avuto il tempo di metabolizzare l'abbandono. Sono sicuro però che mi mancherà tutto: il campo, lo spogliatoio, gli amici. Per 30 anni ho fatto solo quello e per uno passionale come me sarà ancora più difficile».



E' un addio al basket completo e definitivo o pensi che proseguirai, magari giocando in qualche serie meno impegnativa nel dopolavoro, o inserendoti da dirigente o da istruttore?

«Per il momento è un addio completo al basket giocato e non ho alcuna ambizione da dirigente. Per quanto riguarda l'insegnamento ai bambini non lo escludo, ho conseguito il brevetto da istruttore di minibasket e stare con i bambini mi piace. Inoltre devo coltivare il mio erede cestistico: mio figlio Alessandro, quindi un motivo in più per non abbondare completamente la pallacanestro».



Verrai a vedere giocare la Npc?

«Ho già detto a Peppe (Cattani ndr) che sarò il primo dei suoi tifosi e acquisterò l'abbonamento numero 1. Tra le altre cose mi ha risposto:Ti auguro di fare un sacco di soldi così mi dai una mano come sponsor».



Sono state tante le dimostrazioni di affetto su facebook alla notizia del tuo abbandono. C'è stato anche chi ha chiesto di ritirare la tua maglia.

«Questa è la cosa che mi ha colpito di più e mi ha fatto scendere la lacrimuccia. Ho ricevuto tanti messaggi e tante telefonate di amici, ex compagni, allenatori e procuratori. E' stato emozionante, sono rimasto molto colpito soprattutto perché ogni commento è stato riferito alla persona più che al giocatore e questo è bellissimo. Mi sono reso conto che quello per cui sono stato apprezzato non è solo quello che ho fatto in campo, ma come l'ho fatto: il mio lato umano e questa è la cosa che mi è piaciuto di più di questo sport».



Il COMMENTO DEL PRESIDENTE CATTANI

Anche il presidente Cattani si unisce ai ringraziamenti nei confronti di Roberto Feliciangeli.

«Picchio ha fatto tanto per questa città e per questo sport e desidero ringraziarlo a nome di tutti. Il nostro rapporto ha origini lontane: abbiamo giocato contro quando lui era agli inizi con l'Aquila ed io a fine carriera. Da quel momento l'amicizia e la stima hanno sempre caratterizzato i nostri rapporti e l'apprezzamento umano ci ha sempre legato al di là della collaborazione professionale degli ultimi due anni. Quando è tornato a Rieti condividevamo un obiettivo preciso: riportare Rieti in alto. Se cestisticamente questa opportunità ci è sfuggita nelle scorse stagioni, dal punto di vista della partecipazione della città invece siamo cresciuti molto e Picchio ha parte del merito. Quando ci siamo sentiti ho provato a trattenerlo con noi ancora un anno, ho fatto l'imbonitore e cercato un accordo, ma in lui si è accesa ormai anche un'altra fiammella, quella dell'imprenditore e sinceramente, anche se con rammarico, credo che a 40 anni stia percorrendo la strada giusta. Gli faccio un grosso in bocca al lupo. Gliel''ho detto: "Quando mi farai da sponsor sarà il segnale che sei diventato un grande imprenditore».



Presidente, c'è chi richiede il ritiro della maglia numero 10.

«La maglia non verrà ritirata, ma per quest'anno non sarà assegnata. Diciamo che le diamo un anno sabbatico in attesa di un eventuale ripensamento di Picchio anche se sappiamo che questa è una vana speranza da coltivare».









Ultimo aggiornamento: 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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