Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Rieti, gli appuntamenti della domenica in città e in tutto il Reatino

Mostra a Palazzo Dosi
4 Minuti di Lettura
Domenica 3 Luglio 2022, 00:57

RIETI - Gli appuntamenti della domenica in tutto il Reatino.

Inaugurata la 31esima rassegna Grande cinema italiano a Poggio Mirteto. Il parco San Paolo si illuminerà per 15 notti consecutive tra grandi film, ospiti d’eccezione e poi serate speciali, premi e la valorizzazione dell’enogastronomia locale. Presentati tutti i film in cartellone, quelli che fino al 16 luglio verranno proiettati e anche quelli che in contemporanea verranno proposti a Rieti, in una sorta di trait d’union tra le due realtà e arriveranno già i primi ospiti. Oggi, alle 21.30, proiezione di “Diabolik” di Antonio e Marco Manetti, con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea. Da lunedì si proseguirà per altre due settimane di grandi pellicole italiane, dalla produzione cinematografica dell’ultima stagione. Nel parco San Paolo, arena naturale all’aperto, si potranno anche degustare specialità sabine negli stand allestiti dalla Pro loco. Inoltre, le interviste ai protagonisti di Steve Della Casa e Claudio De Pasqualis, direttori artistici della manifestazione.

Teatro e musica protagonisti in Sabina. Oggi alle 18.30, presso il Convento di Sant’Andrea, a Collevecchio, in via dei Cappuccini 18, si svolgerà la presentazione del disco “Aljama - antichi canti del Mediterraneo”. Il disco “Aljama”, degli artisti Claudio Merico e Giulia Tripoti, prodotto da Karkum Project, è il frutto di un lavoro di ricerca, studio e concerti in giro per l’Italia, cominciato nel 2018. ù

Notti bianche anche a Palazzo Dosi a Rieti con la mostra su Giorgio de Chirico aperta fino alle 23 oggi. In concomitanza con gli eventi organizzati in centro storico da Confcommercio e con il gran finale dei festeggiamenti antoniani, che culmineranno oggi con la tradizionale Processione dei ceri, alle migliaia di persone attese in centro a Rieti, la Fondazione Varrone offre così la possibilità di visitare fino a tarda sera la mostra-evento dell’anno, una rassegna di 55 opere di Giorgio de Chirico, allestita in uno dei palazzi nobiliari più belli della città.

Due anni dopo è di nuovo infiorata a Rieti. Con il ritorno della Processione di Sant’Antonio, tornano anche le creazioni artistiche lungo le vie della città, i quadri realizzati con i fiori che accompagnano il passaggio della statua del Santo e che, nel tempo, sono aumentati, arrivando a coprire molte parti del percorso. Da Porta Romana a Borgo Sant’Antonio, da San Francesco a via Terenzio Varrone, per arrivare alle storiche via Nuova e Porta d’Arce, da sempre punto di riferimento per le creazioni floreali: sono le zone della città nelle quali lavoreranno gli infioratori per oltre due giorni. «Questo sarà l’anno della ripartenza. Ci saranno tante difficoltà, ma l’importante è ripartire»: lo vede così il ritorno delle infiorate dopo lo stop forzato per il Covid, Valentino Iacobucci, presidente dell’Associazione Porta d’Arce e, soprattutto, membro del Consiglio direttivo di Infioritalia. «Le infiorate fanno parte della tradizione legata alla Processione di Sant’Antonio - spiega Iacobucci - ed è un bene che siano tornate. Per quanto ci riguarda, a Porta d’Arce torneremo a infiorare la parte alta di via Garibaldi. Sarà un bell’impegno, anche in considerazione di quante cose sono cambiate: noi utilizziamo fiori essiccati e poi polverizzati, seguendo una specifica tecnica. I costi sono saliti molto: basta pensare che il prezzo dei garofani è aumentato del 40%». Oltre a questo, ci sono anche altri elementi legati al tempo che passa, come l’avvicendamento generazionale. «Qui a Porta d’Arce abbiamo ripreso la tradizione circa 25 anni fa - ricorda Iacobucci - e, oggi, molte di quelle persone che ci avevano dato la spinta non ci sono più. Portiamo avanti la tradizione anche per la loro memoria, coscienti che ci sono sempre dei cicli in tutte le cose e, sicuramente, con il lavoro supereremo anche questo periodo duro». Nonostante le difficoltà, Iacobucci guarda avanti e parla di un’occasione di rilancio e promozione del territorio. «Dobbiamo canalizzare le forze - conclude - perché da qualche anno in tanti si sono appassionati alle infiorate. È positivo, ma ora dobbiamo unirci per superare le difficoltà del momento: serve una cabina di regia per mettere tutti in condizioni di avere le risorse per fare infiorate. Penso a Noto o a Genzano nel Lazio, dove ci sono sistemi di acquisto dei fiori da parte delle Pro loco o dei Comuni. Noi crediamo molto in questa attività e, l’anno prossimo, avremo una nuova edizione della Biennale delle Chiese in Fiore. Si tratta di eventi che possono attirare turismo e diventare un importante volano per la nostra economia locale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA