«Un grande rammarico»: Cattani e Rossi dopo la sconfitta Kienergia a Forlì. Delude Taylor sempre più vicino al taglio

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Emanuele Laurenzi
Giacomo Sanguinetti (foto Genny Cangini)

RIETI - «Un grande rammarico». Sono le prime parole che escono dalla bocca di Giuseppe Cattani e di Alessandro Rossi. Presidente e allenatore della Kienergia Rieti sono a 300 chilometri di distanza, ma il loro primo commento è identico. La vittoria sfumata al supplementare a Forlì pesa e spalanca anche le porte alla necessità di operare l’ultimo, decisivo cambio nella squadra. «Meritavamo di vincere questa partita – dice Cattani – e alla fine l’abbiamo regalata. Avevamo costruito benissimo tutto, eravamo andati avanti e poi ci abbiamo messo del nostro per buttarla via. Qualcuno ci ha affossato, è inutile che parli oltre, chi ha visto la partita può giudicare e bisogno anche capire che i numeri non dicono mai tutto fino in fondo. Ora pensiamo solo alla sfida di domenica a Latina».

Nell’occhio del ciclone c’è Steve Taylor: al di là degli 11 punti e 17 rimbalzi, pesano le lacune difensive dell’americano e, soprattutto, quello 0 su 4 ai liberi nel finale di supplementare. Errori che hanno stroncato la rimonta reatina, senza i quali magari si sarebbe parlato d’altro. Ora tutto ruota intorno alle scelte di Verona: se gli scaligeri decidessero di tagliare Bobby Jones già stanotte, domani potrebbe arrivare l’annuncio del ritorno in amarantoceleste dell’americano. In caso contrario, difficile ipotizzare alternative.

Non parla di mercato Alessandro Rossi che, nel dopo gara, si concentra su altri temi. Il primo riguarda le scelte fatte nel finale di terzo quarto, quando Forlì è riuscita a rimontare lo svantaggio di 10 punti e hanno pesato gli errori di Piccoli e Nonkovic. «Ho giocatori finiti – dice il coach – per alcuni non so neanche se riusciranno a recuperare per Latina. Ho scelto quel quintetto per dare riposo agli altri e, soprattutto, perché stavo avendo buone risposte. Con Nonkovic in campo eravamo riusciti a recuperare e a ribaltare. Dobbiamo pensare che i giocatori non possono stare in campo 40’ e sono necessari dei cambi. Poi è chiaro che si poteva fare diversamente». Segnali positivi sono arrivati da Sabatino, in palla e autore di 12 punti. «Mi dispiace non averlo potuto rimettere in campo – dice Rossi – ma aveva preso una brutta botta alla schiena e non ce l’ha fatta. Forse avrei potuto tentare di rimettere Ponziani per Steve in un certo momento, magari per ridare la scossa. Ma sono attimi e abbiamo fatto certe scelte. Purtroppo le nostre alternative sono limitate ed è chiaro che nei cambi si paga sempre».

Inutile negare che la qualità della panchina di Forlì che, conta su elementi come Bruttini e Giachetti e che, sotto canestro, alterna quest’ultimo con Landi e può adattare altri giocatori di livello come, ad esempio, Rush. In più il fattore americani. «Negli ultimi 15 minuti – dice Rossi – loro si sono affidati totalmente a Roderick che ha fatto tutte le scelte in campo. Noi abbiamo pagato lo 0 su 6 ai liberi dei nostri americani. Inutile negare la differenza di talento e di qualità complessiva. Dispiace e c’è grande rammarico, perché la sentivo nostra. Li abbiamo messi in difficoltà, abbiamo giocato a basket e abbiamo fatto una grande gara contro la prima della classe. Speriamo di prendere gli insegnamenti e gli spunti giusti da questa serata».

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