Tutti gli intrecci e gli affari di Sergio Pileri
l'imprenditore reatino arrestato in Romania

Giovedì 17 Luglio 2014
RIETI - E’ certamente uno che non si faceva mancare niente, Sergio Pileri, l’imprenditore di Labro, poi trasferitosi da anni a Bucarest, arrestato dai carabinieri del nucleo operativo ecologico, insieme ad altre tre persone, con l’accusa di concorso in riciclaggio del tesoro mafioso che Massimo Ciancimino ha ereditato dal padre Vito, l’ex sindaco di Palermo condannato per mafia. ORA NESSUNO LO CONOSCE

Un arresto arrivato dopo lunghe indagini e che ha suscitato scalpore in città, dove Pileri può contare su numerosi amici ma molti, già ieri mattina, faticavano ad ammettere di avere rapporti con il presunto complice di Ciancimino. Comprensibile.



Punto di riferimento per diversi reatini che si recano a Bucarest, anche in gita, l’indagato ha aiutato in passato alcuni imprenditori ad avviare rapporti commerciali nella capitale romena, come nei settori dell’arredamento - dove era già sbarcato il titolare di un noto mobilificio che aveva aperto un punto vendita nel centro commerciale gestito da un ex politico di Rieti - dell’elettronica e del commercio.



I RAPPORTI CON LA ROMANIA

Pileri sembra tenerci davvero ad avvicinare i due paesi, tanto da presiedere alcuni anni «Club Piazza Italia», associazione che promuove le aziende imprenditoriali dei fratelli Pileri e punta a consolidare gli scambi tra i due paesi. Attività che non riguardano solo i rifiuti, con la gestione della discarica più grande d’Europa, ma anche altri settori, come quello dell’ippica, dove Pileri ha ottenuto alla guida della sua società 3-I, che detiene insieme al fratello, la gestione per 49 anni dell’ippodromo locale insieme alla società Ippodromi d’Italia, amministrata dall’ex presidente della Sebastiani, Gaetano Papalia.



IL DOSSIER PUBBLICATO DA L'ESPRESSO

La collaborazione con quest’ultimo fu messa nero su bianco dal settimanale L’Espresso, quando Papalia decise di lanciarsi nella costruzione di tre ippodromi da affiancare a quello esistente. Ancora, l’imprenditore e suo fratello Giuseppe hanno legato il proprio nome alla gestione di due compagnie investigative, la Mondial Pol e l’Investigations Agency A&D, considerate il loro quartier generale.



I “PILERI BROTHERS”

La stampa romena, che spesso si è occupata in modo critico dei «Pileri brothers», si è interrogata su come abbiano potuto ottenere la licenza, salvo poi scoprire che erano in strettissimi rapporti con l’ex capo della sicurezza locale, Corneliu Paltanea, che quando si ritirò fu arrestato per una serie di malversazioni in campo petrolifero e nel riciclaggio di auto rubate in Italia.



TITOLARE DI UN RISTORANTE

Il Pileri romeno possiede anche un ristorante, «Il Toscanino», è membro del consiglio esecutivo Unimpresa Romania, gestisce due compagnie sorelle in Italia e in Romania (General Consulting e Obiettivo Lavoro), per trovare occupati nei due paesi. Ma non basta, perché si occupa anche di agricoltura con una società impegnata nella coltivazione di cereali e allevamento di bestiame. Insomma, di tutto e di più, a far da cornice all’attività legata ai rifiuti che ora l’ha fatto finire agli arresti (i magistrati ritengono Pileri il gestore di fatto della Ecorec, la discarica più grande d’Europa), ritenuta la via per riciclare i soldi di Massimo Ciancimino. Indagine che affonda le sue radici a L’Aquila, nel 2010, e sulle infiltrazioni mafiose negli appalti post terremoto.



INDAGINE PARTITA DALL'ABRUZZO

E proprio dall’Abruzzo è scaturita l’indagine poi terminata sui tavoli della Procura di Roma. In particolare, sono state monitorate operazioni finanziarie sviluppatesi sottotraccia per nascondere connessioni ritenute dagli investigatori di «estrema importanza».



SCALPORE A LABRO

Oltre che a Rieti, l’arresto di Sergio Pileri ha suscitato profondo scalpore a Labro, dove l’imprenditore è considerato una specie di dominus e dove il Comune, guidato dal sindaco Gastone Curini, ha nel 2006 concesso alla società 31 Itala Immobiliare Investii srl, legalmente rappresentata dal Giuseppe Pileri, fratello di Sergio, la gestione per quindici anni dell’ex convento di Madonna della neve. E dove, cantieri e attività dello stesso, in particolare la gestione del convento trasformato in ostello-ristorante, sono state oggetto di esposti alla Corte dei Conti.

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