Rieti, il doppio salto del ds Fioravanti, da Selci alla Sorianese stessi colori rossoblù: «Si riparte dai giovani con entusiasmo»

Sabato 20 Giugno 2020 di Renato Leti
Tiziano Fioravanti (a destra) con il tecnico Simone Scaricamazza: entrambi hanno lasciato il Selci

RIETI – Lo stemma delle due società è diverso ma i colori rossoblù sono gli stessi e per Tiziano Fioravanti il passaggio dal Selci alla Sorianese in qualità di Direttore Sportivo è caratterizzato dalla grande voglia di far bene nella squadra viterbese dopo l’ottimo lavoro svolto negli ultimi due anni in quella sabina.

Una “promozione” a tutti gli effetti?
«Arrivo in una società storica che vanta trascorsi di tutto rispetto in serie D e in Eccellenza. Ho vissuto un’esperienza importante nel Selci in Prima ed in Seconda categoria ed accedere ora alla Promozione comporta cambiamenti importanti che affronto con accortezza e altrettanto entusiasmo».

Quando è iniziata la Sua avventura nel mondo del calcio?
«Ho cominciato nel 2009 some segretario e dirigente-accompagnatore del settore giovanile nella Pro Calcio Sabina guidata da Volfango Patarca e nel biennio 2010/2012 ho ricoperto lo stesso ruolo nel Passo Corese 1936 guidato da Giampiero Brucchietti e Roberto Ranieri. Dopo una breve collaborazione con il Nerola Calcio, sono entrato otto anni fa nella Asd Selci presieduta da Nello Loreti dove inizialmente ho ricoperto il ruolo di dirigente-accompagnatore e successivamente come responsabile del settore giovanile. Creammo una formazione Juniores che la società sabina non aveva mai avuto e contemporaneamente iniziai ad occuparmi della prima squadra».

Poi il connubio col presidente Federico Tessicini e la nomina a Direttore Sportivo?
«Esattamente: il primo anno in Prima categoria e le successive in Seconda, creando un bel gruppo giovane e competitivo contrassegnato da grande amicizia tra tutti i componenti».

E adesso la chiamata da parte della Sorianese?
«Premetto che il legame con il Selci sarà comunque eterno, un amore intramontabile verso una società che sarà sempre nel mio cuore ma la chiamata da parte di una società storica dal blasone importante mi ha messo di fronte a una scelta. Nel calcio, come nella vita, il treno passa una volta sola e per uno ambizioso e pieno di passione come me è stata una proposta da accettare senza titubanze: un incarico, tra l’altro, molto ambìto da parecchi direttori sportivi a livello regionale».

I contatti con la nuova società sono avvenuti in tempi brevi?
«Premetto che seguo la Sorianese fin dal 2005 e spesso nelle domeniche in cui ero libero ho assistito alle sue partite; col Selci oltretutto nelle ultime due stagioni abbiamo effettuato delle gare amichevoli istaurando ottimi rapporti con la dirigenza. Il 10 giugno è arrivata la loro chiamata, ho esposto il mio programma di lavoro ed è stata avviata la collaborazione».

La parola adesso passerà al campo?
«Sì, nell’attesa di poter ripartire nel modo migliore dopo le difficoltà che tutti abbiamo vissuto non solo a livello sportivo. La Società sta già predisponendo un piano di lavoro dove i giovani costituiranno un valore importante ed appena le disposizioni federali saranno chiare ripartiremo con entusiasmo e passione in un campionato importante come è la Promozione».

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