AMAZON

Passo Corese, Amazon: incontro al ministero tra sindacati e azienda. Soddisfatte rsa del magazzino del polo coresino

Giovedì 15 Aprile 2021 di Raffaella Di Claudio
Protesta davanti ad Amazon (Archivio)

RIETI - Le battaglie condotte dai sindacati, anche all’interno del centro di distribuzione Amazon di Passo Corese, sembrano aver prodotto un primo risultato: far ripartire il confronto tra la multinazionale e le parti sociali.

C’è soddisfazione tra sindacati e lavoratori dopo la riunione di oggi pomeriggio al Ministero del Lavoro con il ministro Andrea Orlando al quale hanno preso parte i segretari generali della Filt Cgil, Stefano Malorgio, della Fit Cisl, Salvatore Pellecchia e della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, e i vertici Amazon e Assoespressi. Chiusa con l’impegno a rivedersi nuovamente tra 60 giorni per verificare il raggiungimento di un'intesa sulla corretta applicazione delle normative sul lavoro e del contratto nazionale.

Il ministro

"L'incontro di oggi è di grande valore perché se è decisivo che si sviluppi il dialogo sociale, in un contesto come quello che stiamo vivendo è ancora più importante – ha detto il ministro Orlando -. Il fatto che si sviluppino relazioni industriali continuative, ordinate e proficue ha un effetto non solo sull'azienda in sé, ma complessivamente sulla filiera. Quindi ci auguriamo anche con esiti positivi. Quando si supera un modello che possiamo definire tradizionale – ha concluso -, ci sono sempre degli aspetti positivi e dei punti critici che vanno gestiti”.

“Dal lato normativo - hanno commentato i tre segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - chiediamo, secondo anche quanto previsto dalla contrattazione del nostro paese, il riconoscimento, in ogni sito produttivo e per ogni impresa anche in appalto, del ruolo del rappresentante dei lavoratori sulla sicurezza per il rispetto della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro e l’applicazione dei protocolli per il contenimento del covid-19. E sulla contrattazione - spiegano infine Malorgio, Pellecchia e Tarlazzi - occorre definire un protocollo di relazioni sindacali sulla corretta applicazione del contratto nazionale per i dipendenti diretti e delle aziende in appalto, a partire dal confronto su ritmi, carichi e turni di lavoro, sull’esercizio della contrattazione di secondo livello, anche sui temi di carattere economico, da estendere anche al lavoro interinale e precario”.

Nel magazzino di Passo Corese

“Finalmente una buona notizia – esultano le rappresentanze sindacali aziendali Cgil del sito coresino - Grazie al confronto con il ministro del lavoro Orlando terminato poco fa, sembra che si riprenderà il confronto tra Amazon e i sindacati. Un ringraziamento al ministro ma soprattutto a chi il 22 ha scioperato. Speriamo in un esito positivo della vicenda”.

“Condividiamo appieno quanto affermato dal ministro Orlando – dichiara Antonio Rubini, rsa di Uiltrasporti del magazzino Fco1 - perché è quello che noi sosteniamo da tempo. Ovvero dal momento che il modello Amazon è nuovo per l’Italia, vanno presi accordi che vanno ad adeguare la modalità di lavoro di Amazon al contratto nazionale. Anche perché è talmente particolare che non può essere equiparato a qualsiasi altra realtà logistica. Il nostro obiettivo non è demonizzare l’azienda, bensì migliorare alcuni aspetti sia dal punto di vista economico che di corretto bilanciamento tra lavoro e vita privata, avendo voce in capitolo anche nella stesura delle turnazioni”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA