Turchia, Erdogan: «Altri paesi coinvolti nel golpe, potrebbero esserci nuovi tentativi»

Turchia, Erdogan: «Altri paesi coinvolti nel golpe, potrebbero esserci nuovi tentativi»
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Mercoledì 20 Luglio 2016, 22:09 - Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 08:37

«Potrebbero esserci altri paesi coinvolti nel tentativo di golpe» di venerdì scorso in Turchia. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un'intervista alla tv satellitare al-Jazeera. Erdogan ha anche affermato che «questa non è la fine dei tentativi di golpe, possono esserci altri piani».

Intanto il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Mgk) ha deciso di adottare lo stato di emergenza in Turchia per 3 mesi, in base all'articolo 120 della Costituzione, per «affrontare rapidamente» le minacce legate al fallito golpe. «Non si tratta di una decisione contraria alla democrazia, al contrario serve a garantirla», ha aggiunto Erdogan.


«Non sono mai stato contro i media». Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un'intervista alla tv satellitare al-Jazeera, sostenendo tuttavia che alcuni media «hanno insultato anche me e la mia famiglia».

«Per 53 anni abbiamo bussato alla porte dell'Unione europea e ci hanno lasciato fuori, mentre altri entravano. Se il popolo decide per la pena di morte, e il Parlamento la vota, io la approverò»: così ancora Erdogan dopo che i leader Ue avevano avvisato che una reintroduzione della pena capitale porterebbe a un'interruzione dei negoziati di adesione di Ankara.
La fase successiva al tentativo di golpe in Turchia sarà gestita «rimanendo nell'ambito di un sistema democratico parlamentare» ha confermato il presidente turco. «Agiremo nel quadro del diritto».
Erdogan ha poi invitato il ministro francese degli Esteri, Jean-Marc Ayrault, a «badare ai propri affari», riferendosi alle critiche arrivate da Parigi sulla gestione della fase successiva al tentativo di golpe del 15 luglio. «Ha forse l'autorità di rilasciare queste dichiarazioni sulla mia persona? - si è chiesto Erdogan - No, non ce l'ha. Se vuole avere una lezione di democrazia, può ottenerla facilmente da noi». Ayrault aveva affermato che il golpe non è un «assegno in bianco» che permette a Erdogan di zittire le voci critiche.



 

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