Salvini vola al confine tra Polonia e Ucraina. La missione: dimenticare Putin e accogliere i profughi (per riacciuffare FdI nei sondaggi)

Salvini vola al confine tra Polonia e Ucraina. La missione: dimenticare Putin e accogliere i profughi (per riacciuffare FdI nei sondaggi)
di Gianluca De Rossi
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Lunedì 7 Marzo 2022, 17:15 - Ultimo aggiornamento: 21:40

Matteo Salvini è a Varsavia, la capitale della Polonia, e da lì domani raggiungerà il confine con l'Ucraina. La meta potrebbe essere a Przemysl, 15 km dalla frontiera e città polacca gemellata con Leopoli, e prima una tappa al centro raccolta della Caritas a Rzeszw. Salvini vuole vedere con i suoi occhi il dramma di donne e bambini che fuggono dalla morsa di quella guerra che giorno dopo giorno Valdimir Putin stringe sempre più forte sull'Ucraina. Putin, il Presidente russo a cui il leader della Lega non ha mai nascosto la sua ammirazione. Anzi, ha sempre avuto interesse a dimostrarla sui suoi profili social. Ma ora quell'ammirazione diventa scomoda, soprattutto agli occhi degli elettori, con gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani che vedono in testa Fratelli d’Italia, seguito dal Pd a un soffio e più staccati Lega e Movimento 5Stelle. Anche la testimonianza di vicinanza al popolo ucraino di Salvini, dunque, può tornar utile a smarcarsi dalla ormai scomoda "amicizia" con Putin e porre dei distinguo con Giorgia Meloni, soprattutto sul tema dell'accoglienza dei profughi, con gli amministratori e i sindaci leghisti in prima linea nell'accogliere i rifugiati.

Salvini nella capitale polacca ha incontrato nella sede dell'Ambasciata d'Italia in Polonia i rappresentanti delle più importanti imprese italiane a Varsavia, per fare il punto sugli aiuti ai profughi e sulla possibilità di aiutare e sostenere l'accoglienza in Italia. E il Carroccio da via Bellerio ha confermato che Salvini si tratterrà all'estero qualche giorno. Il leader leghista è accompagnato dal capogruppo della Lega al Parlamento europeo, Marco Campomenosi e dal deputato Luca Toccalini. Non essendo una visita tradizionale, fa sapere la Lega, non sarà diffuso alcun programma né verranno forniti altri dettagli.

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Salvini: «Disponibile a dare ogni contributo»

«Sono disponibile a partecipare personalmente e a dare ogni contributo per il successo dell’iniziativa» di pace: così il leader leghista aveva anticipato la motivazione del suo viaggio su Twitter poco prima di partire, raccogliendo l'invito della comunità Papa Giovanni XXIII, l'associazione fondata da don Benzi che ha proposto un intervento non armato e ha promosso una missione con rappresentanti politici europei. 

«Profughi veri»

È sul tema dei profughi che Salvini e la Lega alzano i toni: «Questa è una guerra vera, che vede scappare profughi veri, non sono barchini o barconi di cui conosciamo bene traffici e provenienze», aveva detto il leader del Carroccio parlando della guerra Russia-Ucraina all'evento «Biennale del futuro» con l'associazione culturale Destra Liberale Italiana. E la Lega si è impegnata su ogni fronte sia diplomatico che umanitario per aiutare il popolo ucraino. Mettendo in prima linea i sindaci.

Il vicesindaco leghista di Ferrara, Nicola Lodi è tornato in Italia insieme ai volontari con cui ha consegnato alimentari e aiuti per gli sfollati ucraini. A Ferrara con lui sono arrivate anche due donne e i loro figli di 5, 7 e 8 anni, in fuga da Kiev.

L'ex sindaco di Sesto Calende e consigliere regionale leghista, Marco Colombo, è riuscito a portare in Italia sei bambini. Colombo ha affittato un pulmino, ha guidato per 1700 chilometri e ha tratto in salvo i nipoti di una sua collaboratrice.

In Lombardia sono oltre 200 i sindaci della Lega che hanno già attivato collaborazioni con il mondo dell'associazionismo per organizzare e consegnare beni di prima necessità agli ucraini e hanno offerto la loro piena e immediata disponibilità per fare tutto quanto possibile per accogliere le famiglie di profughi in fuga. In Lombardia come in Sicilia dove i sindaci della Lega Anastasio Carrà, sindaco di Motta Sant'Anastasia, Francesco Di Giorgio, sindaco di Chiusa Sclafani, e Matteo Francilia, sindaco di Furci Siculo aprono le porte ad una popolazione che vive ore drammatiche. Offriranno ospitalità, cura e protezione a chi fugge dalla guerra. Nel fine settimana il partito di Matteo Salvini - si legge ancora nel comunicato - ha messo a disposizione la propria struttura impegnandosi con gazebo di raccolta aiuti in tutta Italia senza esporre alcun simbolo politico. Paolo Tiramani, deputato e sindaco di Borgosesia (Vercelli) ha invece accolto i primi profughi mettendo a disposizione ostelli a spese del Comune.

Un impegno concreto quello dei primi cittadini e degli amministratori del Carroccio che potrebbe aiutare il loro leader Salvini ad allontare l'ombra dell' "amicizia" con Putin e risollevare la Lega nei sondaggi.

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