CORONAVIRUS

Nuovo Dpcm Natale, Speranza: «Spostamenti vietati 25-26 dicembre e Capodanno, anche tra Comuni. Il vaccino non sarà obbligatorio»

Mercoledì 2 Dicembre 2020 di Gianluca De Rossi
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Nuovo Dpcm Natale, Speranza: «25, 26/12 e 1/1 blocco spostamenti anche tra Comuni. Il vaccino non sarà obbligatorio»

Covid, il ministro della Salute Roberto Speranza ha riferito stamani al Senato sul piano vaccini, che partirà a gennaio, e ha anticipato le linee del nuovo Dpcm che a Natale, 26 dicembre e Capodanno vieterà gli spostamenti anche tra Comuni: «Ci aspettano altre settimane di sacrifici, poi Rt (l'ndice di contagio, ndr) scenderà - ha detto Speranza -. Attenzione ad allentare le misure adesso perché la terza ondata è dietro l'angolo». È quanto ha affermato nell'aula del Senato il ministro della Salute nel suo intervento sulle misure per l'emergenza Covid, sostenendo che il vaccino non sarà obbligatorio. Le categorie da vaccinare per prime sono gli operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani, persone in età avanzata per ottenere una maggiore copertura vaccinale e coprire persone con maggiori fattori di rischio, ha detto il ministro Speranza: «Con l'aumento delle dosi si vaccineranno anche le altre categorie - ha detto il ministro della Salute -, come le persone dei servizi essenziali come personale scolastico e forze dell'ordine. Nel caso poi di focolai in aree del Paese, saranno destinate scorte di vaccini rispetto ai territori in difficoltà».

Speranza ha illustrato le misure del prossimo Dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato da ministero, commissario straordinario dell'emergenza, Istituto superiore di sanità e Aifa.

 

«No a lockdown generale»

 

L'obiettivo del governo è piegare la curva senza un lockdown generalizzato. L'esperienza di queste settimane ci dice che la scelta di un modello su gradi di rischio appare essere in grado di appiattire la curva del contagio senza un lockdown. La situazione pero è seria e non può essere sottovalutata, ha detto il ministro Speranza.

 

25, 26 dicembre e 1 gennaio blocco spostamenti anche tra Comuni

 

Dobbiamo disincentivare gli spostamenti tra regioni il 25, 26 e primo gennaio e limitare anche gli spostamenti tra Comuni. Dobbiamo affrontare le feste con massima serietà se non vogliamo nuove chiusure a gennaio. Per le feste le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche nel quadro di un coordinamento europeo. Bisogna limitare il più possibile i contatti tra persone, ha precisato il ministro Speranza.

 

«Limitati gli spostamenti internazionali»

 

«L'orientamento del governo è che durante le feste natalizie vanno disincentivati gli spostamenti internazionali e limitati gli spostamenti tra le Regioni - ha detto il ministro Speranza -. Bisognerà poi evitare potenziali assembramenti nei luoghi di attrazione turistica legati in modo particolare alle attività sciistiche. È opportuno, più in generale, ridurre i rischi di diffusione del contagio connessi ai momenti di aggregazione durante le festività del Natale e del Capodanno».

 

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«Nel Dpcm riconfermato il modello Regioni a tre colori»

 

«Nel prossimo Dpcm l'intenzione del governo sarà di riconfermare l'impianto a tre colori per le Regioni, con fasce arancioni, rosse e gialle, che ha creato le condizioni per rimettere sotto controllo l'epidemia - ha detto il ministro Speranza nella sua replica al Senato -. I risultati hanno portato nella direzione giusta e dobbiamo riconfermare questo modello che prevede il tentativo di piegare la curva senza un lockdown generalizzato in questa seconda ondata».

 

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Speranza: «Vaccino gratis per tutti»

 

«L'acquisto del vaccino è centralizzato e verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani - ha spiegato Speranza -, perché il vaccino è un bene comune, un diritto che va assicurato a tutte le persone, alle donne e agli uomini, indipendentemente dal reddito e dal territorio nel quale ciascuno vive o lavora; nessuna diseguaglianza sarà ammissibile nella campagna di vaccinazione».

 

Cuore campagna vaccinazione in primavera

 

«Ad oggi sono state indicate due date da Ema: 29 dicembre per vaccino Pfizer e 12 gennaio per vaccino Moderna - ha detto il ministro della Salute -. Da queste aziende avremo 8 milioni di dosi da Pfizer e 1,346 mila dosi da Moderna. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l'estate».

 

Specializzandi e medici di famiglia

 

«Nella fase iniziale ci saranno vaccinazioni centralizzate presso gli ospedali o con unità mobili - ha detto il ministro Speranza -. Si stima un fabbisogno di circa 20 mila persone per attuare la campagna. Si ricorrerà a professionalità esistenti nel Paese anche con la pubblicazione di 'invito' per partecipare alla campagna di vaccinazione nonché a stipula di accordi con il ministero della Ricerca per contatti con le scuole di specializzazione medica. E per questo ringrazio il Ministro Manfredi. Migliaia di iscritti alle scuole di specializzazione parteciperanno alla campagna vaccinale».

«Con l'ampliarsi della campagna vaccinale - ha derro il ministro della Salute - saranno coinvolti ambulatori vaccinali, medici di famiglia, sanità militare. Inoltre si sta predisponendo un sistema informativo efficiente con interfacce regionali e ci sarà una sorveglianza immunologica sulla sicurezza dei vaccini monitorando eventuali eventi avversi. Le attività di sorveglianza saranno organizzate accuratamente e l'Aifa , oltre alla farmacovigilanza, promuoverà alcuni studi indipendenti su vaccini covid e si doterà di un comitato scientifico per la campagna vaccinale».

 

«Settimane di sacrifici»

 

Per la stabilizzazione dei primi risultati c' è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una cura di mantenimento. L'onda resta ancora molto alta quindi attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con scampato pericolo. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l'angolo, ha confermato il ministro della Salute.

 

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«Scuola, riportare in presenza le superiori» 

 

Compatibilmente con l' evoluzione del quadro epidemiologico è obiettivo del governo riportare in presenza le scuole superiori, ha detto il ministro Speranza al Senato.

 

 

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La difesa e Forze Armate

«La Difesa fornisce e fornirà tutto il supporto richiesto dalle autorità competenti. Uno speciale gruppo di pianificazione, denominato Joint Operations Planning Group, sta finalizzando l’organizzazione del contributo della Difesa alla distribuzione dei vaccini alla popolazione italiana, sulla base delle necessità individuate dagli Enti responsabili del Piano complessivo. La Difesa partecipa, infatti, fin dalla sua costituzione, al Gruppo di lavoro intersettoriale del Ministero della Salute su ‘Vaccini e vaccinazioni anti Covid-19’. Come avvenuto fin dall’inizio della pandemia, le Forze Armate resteranno costantemente impegnate in aiuto al Sistema Sanitario Nazionale e ai cittadini», ha dichiarato il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Un dettagliato programma che prevede l’impiego di uomini e mezzi delle Forze Armate nel concorso allo stoccaggio e vigilanza dei siti di deposito, alla somministrazione e alla distribuzione dei vaccini è quello che da giorni sta pianificando il Comando Operativo Interforze (COI) in coordinamento con la Struttura governativa diretta dal dott. Domenico Arcuri, Commissario straordinario delegato per l'emergenza Covid-19, per assicurare l’integrazione nelle attività degli assetti delle Forze Armate, del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e dell’Ispettorato di Sanità militare. «La Difesa è pronta ad agire a supporto del Sistema Sanitario Nazionale per le attività di somministrazione del primo vaccino, di tipo “freeze”, non appena disponibile», ha specificato il Ministro. In particolare, il programma, prevedrebbe, in una prima fase, la disponibilità di un’aliquota del personale sanitario della Difesa impiegata in specifici Presidi vaccinali della Difesa (PVD) ottenuti riconvertendo, qualora necessario, anche alcuni Drive Through della Difesa. Ma il contributo avverrebbe anche tramite postazioni mobili, laddove sopraggiunga la necessità che i sanitari militari operino in RSA e direttamente nei domicili delle persone più in difficoltà e obbligate a casa. Sia i Presidi sia le postazioni mobili agirebbero comunque sempre a supporto del personale del Sistema Sanitario Nazionale. In una seconda fase - che verrà attivata all’arrivo dei vaccini cosiddetti “cold” (catena del freddo standard) - il Piano messo a punto dal COI, in base alle richieste di supporto pervenute alla Difesa, prevederà non solo il proseguo delle attività di somministrazione, ma anche lo stoccaggio, la vigilanza e la distribuzione, capillarmente su tutto il territorio nazionale, attraverso lo sforzo congiunto di tutte le Forze Armate. «Le risorse della Difesa sono a disposizione della collettività in questa sfida senza precedenti” ha concluso il Ministro, che ha ringraziato ancora una volta “tutti gli uomini e le donne delle Forze Armate, per l’enorme sacrificio che da marzo stanno portando avanti, con eccezionale senso dello Stato». Dall’inizio della seconda ondata dello scorso 23 ottobre fino ad oggi sono stati impiegati, infatti, oltre 33.000 militari. L’Operazione Igea, lanciata poco più di un mese fa, vede distribuiti su tutto il territorio nazionale 154 Drive Through Difesa che, dal loro schieramento, hanno eseguito oltre 420.000 tamponi. Inoltre, in supporto alla popolazione, sono stati realizzati 4 Covid Hospital (a Roma, Taranto, Villafranca e Milano), 4 strutture sanitarie campali (a Perugia, Barletta, Cosenza e Aosta) e, su richiesta della Protezione Civile Nazionale, viene giornalmente fornito un fondamentale supporto in termini di personale, mezzi e strutture.

 

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Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 22:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA