Natale senza cenone, solo il 46% festeggerà con i familiari (e le restrizioni spaventano i giovani)

Natale senza cenone, solo il 46% festeggerà con i conviventi (e le restrizioni spaventano i giovani)
di Diodato Pirone
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Mercoledì 2 Dicembre 2020, 10:36 - Ultimo aggiornamento: 19:57

La grande maggioranza degli italiani sta organizzando il Natale senza il classico cenone allargato e il 15%, ovvero un italiano su sei, è addirittura orientato a rinunciare a qualsiasi tipo di festeggiamento. Questi i risultati più importanti di un sondaggio SWG sfornato alla vigilia del varo delle nuove regole sui festeggiamenti natalizi che il governo si appresta a inserire in un Dcpm.

Il sondaggio Swg, scarica

Le cifre fornite da Swg parlano chiaro: il 46% degli intervistati sta organizzando il cenone solo con le persone con le quali convive abitualmente; il 30% si sta organizzando con una cerchia di parenti ma più ristretta del solito mentre il 15% eviterà del tutto pranzi e cene nel periodo natalizio. Solo il 4% del campione selezionato dalla Swg dichiara di volersi comportare esattamente come negli anni scorsi mentre il 5% non sa ancora cosa farà.

L'intero sondaggio offre un profilo degli italiani molto diverso da quello raccontato sui giornali: in maggioranza sono assai preoccupati per l'infezione e sono cautissimi sulle riaperture.

Anche qui le cifre parlano da sole: il 59% è contrario alla riaperure delle scuole; il 65% non è favorevole alla riaperura dei centri commerciali nei week end; il 69% non chiede che i ristoranti riaprano fino a tarda sera; il 78% è contrario alla riapertura delle piste da sci.

La perplessità prevale nel suo complesso sulle ipotesi di un allentamento delle misure e parziali riaperture in prospettiva delle festività e soltanto il 21% auspica che le restrizioni vengano attenuate.  Questi sacrifici non saranno certo facili da sopportare ma le persone sembrano in qualche modo già preparate e rassegnate a doverli fare. Una predisposizione diffusa soprattutto negli strati meno giovani della popolazione. Solo il 13% degli italiani le definisce un "duro colpo" ma questa percentualke sale al  21% nella fascia d'età fra i 21 e i 34 anni.

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