Cherif Karamoko a Verissimo, dal naufragio all'esordio in Serie B: «Mio fratello scomparso fra le onde». Silvia Toffanin commossa

Cherif Karamoko a Verissimo, dal naufragio all'esordio in Serie B: «Mio fratello scomparso fra le onde». Silvia Toffanin commossa
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Sabato 27 Febbraio 2021, 20:26 - Ultimo aggiornamento: 21:14

Dalla guerra in Guinea all'esordio in Serie B, una vita segnata dalla perdita di entrambi e genitori e quel naufragio nel Mediterraneo costato la vita anche al fratello. Cherif Karamoko si racconta a Verissimo, in occasione dell'uscita della sua autobiografia "Salvati tu che hai un sogno". Il giovane calciatore, attualmente senza squadra per problemi con il permesso di soggiorno, ripercorre con Silvia Toffanin i drammatici momenti del suo viaggio verso l'Italia nel 2017: «Su quella barca potevano starci 60 persone, ma noi eravamo in 143. Era piena, non ci stavamo, ma chi aveva organizzato il viaggio era armato e ci ha spinto a forza tutti dentro. Non c’era spazio per muoversi».

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«Mio fratello è scomparso nelle onde»

Poi il naufragio: «Una notte, abbiamo iniziato ad imbarcare acqua. A quel punto è nata una battaglia disperata per accaparrarsi i salvagenti, che erano pochissimi rispetto a quanti eravamo. La gente urlava e non si capiva niente». In lacrime, Karamoko ricorda: «Quando la barca è affondata ci siamo aggrappati ad alcuni pezzi dell’imbarcazione. Ero senza forze, faceva freddissimo e avevo bevuto un sacco di benzina. All’improvviso mio fratello mi ha allungato un salvagente e mi ha detto di tenere duro, che sarebbe arrivata la nave italiana a salvarci. Mi ha detto di salvarmi perché dovevo giocare a calcio. Lui era al mio fianco e non mi sono accorto quando è scomparso nelle onde. Sono svenuto e mi sono risvegliato in ospedale in Italia».

L'esordio in Serie B con il Padova

I genitori morirono quando Cherif era solo un adolescente: il padre fu ucciso dalle milizie per la guerra in Guinea, mentre la madre perse la vita a cusa dell'Ebola. Karamoko si racconta così a una commossa Toffanin: «Ancora oggi non credo a quello che è successo. Forse mio fratello si trova da qualche parte in Italia o è in Libia, non lo so. Quando eravamo a Tripoli mi diceva di guardare le luci in fondo al mare, che lì c’era l’Italia, il posto dove avrei potuto realizzare il mio sogno». Nel 2019 Cherif ha esordito in Serie B con la maglia del Padova ed ora è in attesa di un permesso di soggiorno: «Ora mi stanno aiutando per rinnovarlo e poter continuare a giocare. Sono sicuro che riuscirò a diventare un grande calciatore».

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